Siamo un gruppo di persone che, con storie e competenze diverse, da diversi mesi si interroga su quali siano le iniziative per mettere la questione della mobilità al centro dell’azione politica della sinistra. Questo nostro interrogativo oggi si intreccia con un processo di ricomposizione e ridefinizione della sinistra che, anche a seguito della riuscita manifestazione del 20 ottobre, ci auguriamo trovi maggior slancio e concretizzazione.
Siamo convinti che i due temi – questione della mobilità e costruzione di un soggetto unitario e plurale della sinistra – siano tra loro legati. Per due motivi: uno di merito e uno di metodo (che poi, come spesso accade in politica, è anch’esso di sostanza).
Partiamo dalla sostanza. Intervenire sul tema della mobilità significa mettere mano ad uno degli elementi che meglio caratterizza l’attuale assetto economico e sociale. L’attuale sistema dei trasporti non garantisce come dovrebbe accessibilità e relazioni, ma genera in misura rilevante: danni alla salute, incidenti mortali, inquinamento, perdite di tempo con danni economici e sociali [anche psichici] rilevanti, consumo di territorio, degrado del paesaggio e delle città; che un pluridecennale ciclo di politiche dei trasporti non è stato orientato ai bisogni dei cittadini, ma è stato guidato dalla potente filiera dei produttori di auto, dei distributori di carburanti e dei costruttori di grandi opere; che la più recente ondata di liberalizzazioni e privatizzazioni, sotto le mentite spoglie dell’efficienza e della concorrenza, ha avuto il solo esito di diffondere anche in questo settore servizi inadeguati e le dinamiche della precarizzazione e degradazione del lavoro; che il governo dei suoli, del territorio e delle città è stato piegato agli interessi della rendita e della speculazione; che persino la questione morale trova proprio nel settore dei trasporti uno dei motivi di massimo allarme.
A partire da un ripensamento radicale della mobilità e dal rinnovamento della politica è possibile dunque far partire un ciclo di elaborazione e di azioni conseguenti che tocchi i temi: di un radicale ripensamento dei processi di sviluppo, incentrato su relazioni e rapporti sociali e territoriali tali da migliorare la qualità della vita; di un diverso modello di produzione e di consumo, che inverta l’attuale tendenza alla degradazione dell’ambiente, alla distruzione di risorse e alla diffusione di agenti patogeni; di un modo diverso, più democratico, partecipato e più trasparente, di governare i processi di trasformazione del territorio e delle città; della ripresa di dignità e di centralità del lavoro, come elemento essenziale di una nuova società e di una nuova economia; lavoro che non ha senso contrapporre agli utenti/consumatori.
Riteniamo inoltre che, sempre a partire dal tema della mobilità, si ponga anche una questione di metodo. La mobilità è uno di quegli ambiti settoriali dove l’azione politica della sinistra sarebbe necessario si svolgesse a vari livelli che debbono essere considerati interdipendenti, sviluppando una rete di interrelazioni tra di essi: attraverso i meccanismi classici della rappresentanza istituzionale, che portano le istanze del cambiamento nelle istituzioni tentando di influire sulla produzione normativa, sulla definizione delle regole, sull’allocazione delle risorse pubbliche, sulle strategie; con il lavoro dei soggetti intermedi, dalle grandi associazioni ai sindacati, che quando riescono ad esprimere una capacità generale di pressione, sono in grado di condizionare sia la cultura politica generale, sia l’esecuzione di singoli interventi; con l’azione diffusa dei comitati e dei gruppi locali che con diversi scopi animano lo spazio pubblico politico nei territori e nelle città, con una domanda di democrazia e di iniziative condivise.
E’ questo tipo di partecipazione e di militanza politica multivello che riteniamo debba riflettersi nel processo di costituzione del nuovo soggetto politico della sinistra.
Solo dal, pur necessario, dialogo tra i partiti e i loro gruppi dirigenti non possa nascere un’esperienza capace di innovare radicalmente i modi e i contenuti della politica di sinistra e, proprio per questo, di essere solida e duratura.
A partire da queste convinzioni, è nostro intendimento proporre e organizzare un incontro di carattere nazionale che abbia lo scopo
di mettere in relazione le diverse esperienze e sensibilità politiche che a sinistra si occupano di trasporti e di mobilità, con l’obiettivo di fare di questa rete un forum stabile; di portare al centro dell’azione politica della sinistra l’obiettivo della trasformazione radicale del sistema della mobilità, convinti che anche attraverso questo debba passare un processo più generale di trasformazione, nella direzione della democrazia, della giustizia sociale e dell’equilibrio ambientale.
Proponiamo che l’incontro si tenga a Roma il 24 novembre, nellìa redazione di Carta, quindici giorni prima degli «Stati Generali» e prima della manifestazione del pomeriggio.
Angelo Zola, Bruno Ceccarelli, Erasmo Venosi, Gerardo Marletto, Giuseppe Pinna, Luca Marcello, Ugo Boghetta, Valeria di Blasio, Vittorio Sartogo






