Delegati e scienziati di tutto il mondo riprovano a salvare il pianeta. Si è aperta oggi a Bali [Indonesia] la tredicesima Conferenza internazionale sul clima, il cui scopo è quello di raggiungere un accordo comune su un nuovo patto internazionale che, entro il 2009, dovrebbe consentire di rallentare i cambiamenti climatici in atto. Da una parte c’è l’Unione europea, che vuole raggiungere il «target di stabilizzazione» della CO2 per fermare l’aumento della temperatura a due gradi, dall’altra gli Stati uniti, che sono fermamente contrari a qualsiasi impegno vincolante. Poi c’è la Cina, che, come l’India, rivendica «il diritto allo sviluppo».
Novità assoluta e di non poco conto è la scomparsa del supporto dell’Australia alle politiche energivore degli Stati Uniti. La Conferenza sembra essersi aperta sotto i migliori auspici. Merito proprio del paese dei canguri. Proprio questa mattina infatti il neogoverno del laburista Kevin Rudd, che ha guidato l’opposizione per oltre 11 anni, ha ratificato il Protocollo di Kyoto. Il precedente governo conservatore guidato da John Howard, seguendo l’esempio degli Stati Uniti, aveva sempre rifiutato di firmarlo. «Ho voluto che questo fosse il primo atto del nuovo governo, come prova del nostro impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici», ha commentato il premier Rudd.
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