«Se passa il piano europeo per la lotta ai mutamenti climatici, saliranno anche le bollette dell’elettricità – bluffa Fulvio Conti, amministratore delegato dell’Enel che prosegue – Credo sia difficile immaginare riduzioni di CO2 senza pagarne il prezzo, ci vogliono massicci investimenti che devono in qualche modo essere trasferiti in costi incrementali nelle bollette». Affianca le sue dichiarazioni a quelle dell’a.d. di Eni, Paolo Scaroni, che invita a riflettere sul Protocollo di Kyoto che «punisce i virtuosi e premia i viziosi».
«Dall’Europa si percepisce un governo italiano totalmente fuori fase, su questo come su altri temi, rispetto alla storia e agli interessi dell’Europa, e che procede facendo l’interesse di pochissimi, in particolare di quelle industrie da sempre protette e che non hanno mai affrontato una vera concorrenza internazionale – risponde Monica Frassoni, europarlamentare e co-presidente del gruppo dei Verdi – C’è una visione ideologica e pregiudizialmente negativa da parte del governo sugli obblighi posti dal pacchetto energia. Gli obblighi sono posti perché il mondo deve governare i cambiamenti climatici. Questo governo può essere lanciato solo dall’Unione Europea: se non si presenta ai negoziati del dopo-Kyoto nel 2009 avendo adottato un pacchetto sostanziale sul clima nessun altro lo farà, soprattutto quei paesi all’avanguardia nell’inquinamento».






