La Toscana è indecisa tra inceneritori e «sostenibilità»

«Problema: se ogni famiglia produce 5,7 chilogrammi di rifiuti a testa, e solo il 50 per cento è riciclabile, saremo nella cacca?». Questo è il testo del manifesto della campagna pubblicitaria che ha promosso la Provincia di Firenze a favore dell’inceneritore di Case Passerini. Per Ornella De Zordo, consigliera comunale per il gruppo Unaltracittà/Unaltromondo, questa è una campagna «che falsa la realtà, demagogica, pericolosa, perché afferma che solo il 50 per cento dei rifiuti prodotti può essere riciclato». Come ha potuto allora il comune di Capannori [Lucca] raggiungere l’82,40 per cento di raccolta differenziata? Anche secondo il Wwf la campagna è falsa ed ingannevole e, come ha affermato il presidente della sezione regionale, Guido Scoccianti, «siamo davanti a dati palesemente manipolati ad uso politico per ingannare i cittadini».
Proprio oggi la Regione Toscana, con soddisfazione del presidente Claudio Martini, ha varato la nuova legge sul ciclo dei rifiuti, che prevede la riduzione degli Ato regionali da dieci a tre. Ma la strada intrapresa parrebbe puntare, anche qui, alla costruzione di nuovi inceneritori, senza i quali «sarà impossibile trovare l’autosufficienza di smaltimento di nuovi ambiti allargati e procedere ad una vera razionalizzazione del sistema dei rifiuti della Toscana», ha detto il consigliere del Pd, Pier Paolo Tognocchi. I Comitati No inceneritori della Piana fiorentina preannunciano battaglia e si organizzano per la prossima «giornata mondiale contro gli inceneritori» promossa da Gaia, che si terrà il 28 novembre. Lo slogan è eloquente: «Rifiuti zero, zero riscaldamento globale: le tecnologie non puliscono il futuro».
La Rete per la difesa del territorio toscano, che comprende 155 comitati [tra cui quelli che lottano contro i mostri bruciarifiuti] saranno poi presenti, oggi e domani, agli «Stati generali della sostenibilità» che si tengono a Novoli, in provincia di Firenze. Sembra un controsenso ma gli «stati generali» sono stati voluti dallo stesso Martini per parlare di sostenibiltà ambientale. «Ogni giorno che passa diventa più urgente cambiare stili di vita e modello di sviluppo perché quello in cui siamo cresciuti appare vecchio, affaticato e non funziona più. Noi stiamo dentro ad un percorso mondiale che chiede con urgenza una nuova gerarchia di valori», ha detto Martini ieri presentando l’evento.
Magari si potrebbe iniziare fermando le speculazioni edilizie che stanno mangiando la regione. A partire dalle villette di Monticchiello [queste si sono state fermate ma non dalle amministrazioni], per non partlare della scellerata riconversione in «resort» del borgo medievale di CastelFalfi di cui raccontano gli urbanisti Sandro Roggio ed Edoardo Salzano nel numero di Carta settimanale in edicola da domani.

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