La Quadrilatero spa affila le unghie

Il progetto Quadrilatero, meglio conosciuto come Pav [Piano di area vasta], è un mega intervento che coinvolge le regioni Marche ed Umbria. Reti viarie, centri commerciali e industriali che stravolgeranno buona parte dell’entroterra.
I lavori sono iniziati da mesi e chi passa nel maceratese può già ammirare [si fa per dire] cosa comporterà per il territorio questa enorme colata di cemento. Per ora sembra non ci sia speranza di fermare questa mostruosità. Una conferma viene anche dalla decisione del Consiglio di amministrazione della «Quadrilatero Marche Umbria Spa» [la società che sta gestendo l’intervento] di deliberare l’aumento di capitale sociale per 25 milioni di euro. Questa decisione porta il capitale sociale da 10 a 35 milioni di euro ed è la prima tranche di un’operazione complessiva che prevede un ulteriore incremento di 15 milioni da deliberare nel corso del prossimo anno.
L’obiettivo è di terminare i lavori entro il 2012. Tutto il progetto è stimato intorno a ben due miliardi di euro. Fino ad oggi sono stati già stanziati 1080 milioni dal governo Berlusconi [la Pav fa parte della Leggo Obbiettivo] e altri 480 sono previsti nel Dpef 2008/2012. La cifra rimanente dovrebbe essere raggiunta da quel piano d’area vasta che prevede, oltre alle strade, insediamenti commerciali a pioggia.

Alla base della Pav c’è un accordo capestro per i Comuni che sono chiamati a finanziare le opere con un contributo annuo [per 30 anni] che è pari agli oneri Ici incassati per i nuovi immobili e un contributo una tantum commisurato al 70 per cento [degli oneri di urbanizzazione secondaria e del costo di costruzione corrisposti al comune dai concessionari].
In cambio però potranno vedere realizzate le strade che porteranno tir, auto e tutto il ben di Dio che comporta lo «sviluppo»! Insomma un bel dissanguamento per le casse già disastrate dei comuni e tanto inquinamento.

Il problema è che gli enti locali, per ora, non hanno fatto alcuna obbiezione. Salvo due eccezioni. A Chiaravalle la giunta ha deciso di sospendere l’adesione alla Quadrilatero perché forte è il sospetto di andare a vendere l’anima al diavolo.
A Falconara sulla questo è saltata la giunta di centrosinistra già alle prese con un bilancio in dissesto grazie alla gestione «allegra» della precedente coalizione [dello stesso colore].
L’adesione alla Quadrilatero poteva portare un anticipo della somma che poi sarebbe stata versata negli anni ed evitare il commissariamento. Invece, grazie alla coerente presa di posizione di alcuni consiglieri di Sinistra democratica, la giunta è caduta.
È subentrato il commissario che, solerte, ha siglato con la Regione l’adesione alla Pav, per ricevere in anticipo 2843 milioni di euro. Ma visto che il buco di bilancio per il 2006 è di 5,6 milioni, si è pensato bene a mettere in vendita una scuola materna, gli uffici della Croce Gialla e il centro per gli anziani.
Ma a Falconara anche grazie ai comitati che da sempre portano avanti l’opposizione alla Raffineria Api, la parte più sensibile della società civile si è organizzata in un «Parlamento dei cittadini». Proprio lunedì è partita una raccolta di firme [ben 500 in due ore] su una petizione che sancisce l’apertura della «Vertenza Falconara». Se l’ammontare del deficit finanziario accumulato dal Comune è di ben 90 milioni di euro, frutto di dieci anni di dissennato governo locale, non è giusto, dice il “Parlamento”, che a pagare siano i cittadini. “La Regione riconosca alla città il peso della presenza dell’Api, versi 5 dei 25 milioni di euro derivanti dalle accise sulla vendita dei prodotti petroliferi”.

E se la «Vertenza Falconara» diventasse un modello anche per battaglia, fino ad oggi assai flebile, contro la Pav? C’è da augurarsi che dopo Chiaravalle e Falconara altri comunità locali inizino ad aprire gli occhi. Proprio martedì il Consiglio provinciale di Ancona ha respinto una mozione che chiedeva l’entrata nella Quadrilatero spa.

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