Eni
Il bulldog a sei zampe: L’Eni va a Londra
Cinquanta miliardi di dollari l’anno, come minimo, e due milioni di barili di petrolio al giorno. E’ il valore della nuova società di «Trading e shipping» che il consiglio di amministrazione del [continua]
La crisi giusta al momento giusto?
La strana crisi del gas tra Ucraina e Russia sta senza dubbio sollevando forti preoccupazioni nei Paesi Europei che dipendono in parte dal gas russo ( 25 % circa del fabbisogno) , ma anche molte perp [continua]
Allarme gas?
L’allarme gas causato dalla riduzione delle forniture russe è l’argomento di punta di questa settimana sui giornali e sulle televisioni italiane. Il picco più alto è stato martedì sera, con lo [continua]
Il piano industriale non convince i sindacati
Le sale del centro congressi Cavour, a pochi passi dalla stazione Termini, a Roma, raccolgono la galassia Eni Italia. Bastano due chiacchiere con i delegati sindacali per ripassare rapidamente la geografia energetica del paese, quella presente e quella futura. O almeno quel che ne resterà, se sarà approvato il piano di ristrutturazione aziendale che il management del colosso petrolifero ha presentato. Ci sono i liguri, del ramo genovese della divisione…
L'Agip in Nigeria di nuovo nel mirino
Dopo qualche settimana di tregua relativa, le infrastrutture petrolifere dell’Eni nel Delta del Niger, in Nigeria, sono di nuovo sotto attacco. All’alba di venerdì un gruppo di uomini armati, a bordo di una decina di veloci barche, ha assalito la nave Mystras, una piattaforma galleggiante al largo del terminale di Bonny, nello stato nigeriano di Rivers. Sei lavoratori sono stati rapiti dai guerriglieri, con tutta probabilità appartenenti al Movimento di…
Il 30 agosto a Roma contro i rigassificatori
In questa tragica follia estiva attraversata dalla guerra, anche sul versante energetico si è assistito a un terremoto che ha scosso l’Europa: l’annuncio dell’accordo siglato tra la compagnia russa del gas Gazprom e quella algerina Sonatrach. Si pensi che la sola Gazprom riesce oggi a coprire almeno la metà del fabbisogno di gas in Europa e controllare il 20 per cento del gas del mondo. Ma allora, in questo quadro…




