I pennelli di Greenpeace contro il carbone

In occasione dell’apertura di oggi a Bali [Indonesia] del vertice delle Nazioni Unite sul clima, gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione questa mattina nel porto di Brindisi. Armati di pennelloni e secchi di colori, in trenta circa hanno raggiunto la nave «SeaFlower» a bordo di due gommoni dipingendo poi due messaggi–«No carbone» e «Stop coal save the climate»–sull’enorme fiancata, per ricordare come il carbone sia la prima causa del riscaldamento globale del pianeta.
Greepeace ha ribadito che il carbone, oltre ad essere il combustibile fossile con le più alte emissioni di gas serra, è la prima fonte al mondo usata per la generazione elettrica. In Italia, ad esempio, il carbone utilizzato per alimentare le centrali termoelettriche è la causa di circa 41 milioni di tonnellate all’anno di CO2. Un dato che potrebbe raddoppiare in futuro, secondo l’associazione ambientalista, in seguito alla ulteriore conversione a carbone di vecchi impianti. Ad esempio, la centrale Enel di Civitavecchia, in provincia di Roma.
«Enel è il primo killer del clima in Italia–ha spiegato Francesco Tedesco, responsabile campagna energia e clima di Greenpeace–e intende aumentare la produzione da carbone fino al 50 per cento della propria capacità, compromettendo definitivamente le possibilità dell’Italia di soddisfare gli impegni nazionali per Kyoto».

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