Dopo il carbone, va bene anche il nucleare

«Se il governo chiama, siamo pronti a discutere», ha risposto ieri il presidente della Regione, Piero Marrazzo [Pd], alla domanda sulla possibilità di realizzare nel Lazio una centrale nucleare. Meglio di lui ha fatto solo il governatore del Veneto, Giancarlo Galan [Pdl], che ha dato piena disponibilità a ospitare un impianto atomico. Ha negato però di aver detto, a proposito di Porto Tolle [Rovigo] «lì sarebbe stato meglio non costruire, ma visto che c’è una centrale, perché non nucleare, piuttosto che a carbone?».
A Porto Tolle come a Civitavecchia la centrale è dell’Enel, e proprio agli impianti dell’alto Lazio si è riferito anche Marrazzo: «Abbiamo qui la centrale a carbone, che è una struttura energetica importante, e stiamo investendo molto sull’energia rinnovabile. Ma accetto la sfida del governo». E il pensiero di molti è andato all’altro impianto energetico a nord di Roma, quello di Montalto di Castro, alimentato a olio combustibile e metano ma originariamente pensato come centrale nucleare. Ci sarebbe anche l’impianto di Borgo Sabotino [Latina], l’unico nel Lazio ad aver funzionato come centrale atomica. E’ degli anni ’60 e, secondo i piani inattuati della Sogin, dovrebbe essere smantellato. A quale di questi pensa Marrazzo?

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