315 comuni campani rischiano il commissariamento

Oggi scade il termine, fissato da un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri, entro cui i comuni campani devono adottare il Piano comunale per i rifiuti pena il loro commissariamento. Secondo una indagine promossa dall’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, soltanto 236 comuni della Campania, su un totale di 551 [il 42,8 per cento] hanno predisposto piani di raccolta differenziata conformi al piano regionale. Inoltre 72 comuni hanno il piano in corso di aggiornamento, 53 Comuni hanno piani non conformi al piano regionale, 91 stanno lavorando alla redazione del piano, 64 non hanno alcun piano e 35 comuni non sono ancora stati rilevati.
La seconda prova che attende i comuni è invece fissata al prossimo 10 aprile, quando dovranno essere state ormai avviate le prime misure per l’attuazione della raccolta differenziata. Questo è uno dei principali contributi richiesto ai comuni della Campania per superare la situazione d’«emergenza» e avviare il ritorno alla gestione ordinaria.
Oggi è stato anche il giorno dello sciopero nazionale degli operatori ecologici. Uno sciopero pienamente riuscito, a sostegno del rinnovo del contratto nazionale scaduto da 15 mesi, con un’adesione del 90 per cento. Alla manifestazione di Roma hanno partecipato 10 mila persone [un lavoratore del settore su cinque.

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