Pubblichiamo la lettera del professor Franco Ortolani, ordinario di geologia al dipartimento di pianificazione e scienza del territorio all’università «Federico II» di Napoli e membro, scelto dai Comitati, della Commissione che sta eseguendo i rilievi nella cava di Chiaiano. La lettera, che evidenzia e conferma la non idoneità della cava di Chiaiano ad essere trasformata in discarica, è stata pubblicata oggi sul sito http://www.chiaianodiscarica.it
«Il sondaggio profondo ha verificato che la falda si trova a 23 metri sul livello mare; nella mia relazione del 28 aprile l’avevo prevista tra +20 e +25 m sul mare.
La stratigrafia, vale a dire le rocce del sottosuolo, è praticamente la stessa che è osservabile in affioramento lungo i versanti dei Camaldoli che incombono su Soccavo e Pianura; niente di nuovo,
Il rilievo con il laser scanner ha certificato quanto già esposto nella mia relazione, vale a dire la forte fratturazione del tufo e la presenza di numerose discontinuità tettoniche che lungo la parete sudoccidentale affiorano con una inclinazione a franapoggio meno inclinate del pendio; vale a dire che affettano il tufo sezionandolo in tante fette separate da superfici che ne predispongono il crollo verso valle.
L’evento piovoso del 6-7 giugno 2008 ha scaricato sulla cava circa cento millimetri di pioggia (su circa 800 annui) ed ha determinato la caduta di 1200 metri cubi di acqua sul piazzale di cava. Altra acqua è affluita dalla strada di accesso. Tutta l’acqua è stata assorbita dal substrato della cava evidenziando, inequivocabilmente, che nel sottosuolo non vi è presenza di terreni e rocce impermeabili. Del resto tutta la Collina dei Camaldoli funziona come zona di ricarica della falda come evidenziato da varie pubblicazioni. Se vi fossero rocce impermeabili nel sottosuolo non sarebbe possibile.
I tecnici del Commissario hanno esposto dati delle misure fatte dall’Arpac della permeabilità in foro. Secondo le loro misure nel sottosuolo vi sarebbero livelli praticamente impermeabili. Tali dati sono stati contestati esponendo i dati di permeabilità contenuti nelle indagini geologiche del Prg di Napoli che evidenziano permeabilità nettamente superiori.
Tutti i dati evidenziano che nel sottosuolo non vi sono livelli impermeabili.
E’ stato evidenziato che avevano sottovalutato significativamente le portate massime di Cupa del Cane, sulla base delle evidenze degli eventi piovosi degli ultimi anni in aree percorse dal fuoco in precedenza.
E’ stato esibito uno stralcio del progetto che è praticamente quello da me criticato motivatamente nella relazione del 28 aprile 2008.
Alla base dei rifiuti, ora, è previsto uno strato di argilla di due metri invece che di un metro.
Hanno continuato a sottovalutare il pericolo dei crolli dalle pareti, come il crollo del marzo 1999 in una cava vicina.
Il commissariato ha cercato di evidenziare che le indagini avrebbero riscontrato l’idoneità geologica dell’area.
E’ evidente, invece, che le indagini hanno confermato la non idoneità geologica ed ambientale del sito.
Abbiamo sostenuto che, accertata la non idoneità, la eventuale trasformazione della cava in discarica dovrebbe avvenire attraverso una serie di interventi da realizzare di cui si deve valutare l’adeguatezza, i costi e i tempi e se tali interventi riescono a convincere sulle base dell’analisi tecnica, scientifica, del buon senso e del rispetto totale delle leggi che regolamentano le discariche e che tutelano la salute dei cittadini e l’ambiente.
Un aspetto importante emerso, su mia precisa domanda, è quanto dichiarato dal Prof. De Berardinis, alto dirigente della Protezione Civile Nazionale, “nella discarica di Chiaiano non saranno accumulati rifiuti pericolosi”.
Questa rimane una dichiarazione che in tempo di emergenza non ha alcun valore,
Dovrebbe essere subito trasformata in “Ordinanza”.
Oggi il Commissariato si è impegnato a consegnarci i dati finora acquisiti che non ci ha ancora messo a disposizione.
In questi giorni prossimi studieremo tali dati, li utilizzeremo e commenteremo facendo riferimento ai dettami della tecnica della scienza del buon senso.
Abbiamo l’impressione che il Commissariato vorrebbe chiudere il tavolo tecnico per domenica prossima in modo da poter annunciare ufficialmente l’esito delle indagini secondo quanto sostenuto dai suoi tecnici e confermare, quindi, che anche senza indagini preliminari e propedeutiche non è stato un errore avere inserito nel decreto legge del 23 maggio 2008 il sito di Chiaiano, come da molti giorni i mass media stanno diffondendo, nonostante le poco convincenti smentite.
Cordiali saluti
Franco Ortolani
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