Per i «mille» che sabato, insieme ad Alex Zanotelli, andranno a piedi e in treno da Acerra [dove si sta costruendo un inceneritore], a Piazza Dante [cuore della Napoli sepolta dai rifiuti e dagli imbrogli sui rifiuti], non poteva esserci incoraggiamento migliore della sentenza con cui il Tar di Vicenza, venerdì, ha dato ragione del movimento No Dal Molin, che si oppone alla costruzione della nuova base militare Usa: i lavori devono essere sospesi perché i cittadini non sono stati consultati. Opposta era la situazione di partenza, un paio di anni fa: comune a favore della base, inconsapevolezza del problema in città e in giro per l’Italia, governi nazionali pronti a regalare il Dal Molin agli «alleati». Ora c’è un sindaco che rovescerà la mozione con cui l’ex giunta aveva detto sì e organizzerà un referendum in città. Il tribunale dice che tutto va sospeso. E due grandi manifestazioni nazionali hanno mostrato che la solidarietà, intorno ai No Dal Molin, è grande.
In questi giorni circola la paura, tra i comitati di cittadini che, a Napoli e dintorni, cercano di proporre una politica dei rifiuti opposta a quella che ha provocato l’«emergenza» perenne e che il governo di Berlusconi vuole [o deve] continuare a perseguire con la forza. Da cui appunto la paura: di essere aggrediti e di essere arrestati in virtù del decreto in questi giorni alla camera.
Ma Vicenza, insieme a molte altre vicende simili, mostra che una comunità che sa rinsaldare i suoi legami, in cui circola informazione, che ha buoni argomenti da contro-proporre è assai difficile da spazzar via. Semplicemente perché i cittadini lottano per qualcosa di molto concreto: la loro vita e il loro ambiente.
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