Custodia, difesa, protezione. A Chiaiano la guardia non si abbassa, nonostante l’annuncio di Bertolaso sulla cava di tufo. Diventerà discarica, dice Bertolaso e aprirà ad ottobre. E’ la vittoria di quello che in molti hanno chiamato l’«approccio morbido». Vittoria anche dell’arroganza e della prepotenza dei media che, ancora oggi, insistono sulla «rassegnazione» dei cittadini e del presidio.
I cittadini di Marano e Chaiano di mollare non ci pensano neanche e per domani hanno convocato una «marcia lenta» sulla tangenziale di Napoli. Un’azione pacifica ma di disturbo della viabilità dato che tutte i mezzi che vi prenderanno parte viaggeranno ad un massimo di tenta chilometri orari. Ieri, dopo l’annuncio del sottosegretario ai rifiuti Bertolaso, il presidente della Commissione ambiente del comune di Napoli, Carlo Migliaccio, ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura «evidenziando tutti i motivi della inidoneità della discarica nella cava di Chiaiano–ha detto–Presenteremo tutte le nostre relazioni che attestano che quella discarica non si può fare, anche perché c’è un parco di 500 appartamenti a meno di un chilometro dall’invaso».
L’«approccio morbido» consiste nell’impegno di Bertolaso sulle questioni della viabilità [in particolare dovrà essere discusso il problema dell’impatto ambientale relativo ai mezzi di trasporto], sulla tipologia del materiale che sarà conferito in discarica: in un primo momento spazzatura «tal quale» poi–contemporaneamente all’avvio in città della raccolta differenziata–una quantità sempre maggiore di «frazione secca».
Ma Chiaiano, al pari delle altre discariche campane, sarà un sito di interesse strategico nazionale e quindi «verrà presidiata sia dalle forze dell’ordine che dall’esercito», ah detto ancora Bertolaso.
Tutto questo sarà definito oggi in una riunione del tavolo tecnico che si riunirà oggi pomeriggio alle 17 in Prefettura. Di questa ulteriore convocazione si è detto fiducioso il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta. Al di là degli annunci di circostanza–ha detto–abbiamo colto la disponibilità di Bertolaso a continuare il confronto condiviso sul tavolo tecnico, tenendo conto di tutti i rilievi e le criticità segnalate dai nostri tecnici, la cui professionalità è indiscussa anche per il sottosegretario. Allo stato, la dichiarazione di compatibilità all’idoneità a ospitare una discarica è quasi una sorta di ‘atto dovuto’ perché c’è consapevolezza anche da parte loro che occorrerebbero accorgimenti consistenti per la messa in sicurezza, per la viabilità e per la bonifica preventiva da piombo e antimonio».
Domani mattina alle 11 ala sala multimediale del palazzo del Consiglio comunale di Napoli [via Verdi 35] è prevista una conferenza stampa organizzata dalla Commissione ambiente del Comune a cui parteciperanno sia i sindaci di Marano e Mugnano sia i tecnici nominati dai comuni.
Ma domani, alle 16,30, alla Camera è previsto il voto definitivo sul dl sull’emergenza rifiuti in Campania. Se in decreto sarà convertito in legge potrebbe scattare una nuova procedura d’infrazione dal parte dell’Ue e, come si può leggere nella risposta ad una interrogazione inviata da Monica Frassoni, presidente del gruppo Verdi/Ale al parlamento europeo, alla Commissione: «La Commissione ha già espresso a livello tecnico la sua viva preoccupazione per le disposizioni contenute nel nuovo decreto che consentono ampie deroghe alle norme comunitarie, in particolare alcune disposizioni chiave della direttiva sulle discariche 1999/31/CE e di altre direttive. Anche laddove la situazione appare difficile, le autorità italiane devono rispettare la legislazione comunitaria in materia ambientale […] Sarebbe paradossale se, per affrontare rischi di carattere sanitario a breve termine, fossero nuovamente messi in pericolo la salute umana e l’ambiente ad esempio per la mancata applicazione di disposizioni chiave della direttiva sulle discariche che prevedono obblighi sanitari di lungo periodo che dipendono dalla natura, pericolosa o non pericolosa, dei rifiuti destinati a discarica».
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