Il rigassificatore minaccia la Valle dei Templi

Si attende per venerdì 11 aprile il pronunciamento della Commissione Via [valutazione d’impatto ambientale] sul via libera per la costruzione del rigassificatore a Porto Empedocle [Agrigento]. Dai risultati delle prossime amministrative che vedono in lizza Raffaele Lombardo [Mpa, movimento per l’autonomia] e Anna Finocchiaro [Pd] dipenderanno infatti gli investimenti negli inceneritori [Falck e Sicilpower] e per i rigassificatori [Erg ed Enel]. Lombardo li vuole: «si faranno i termovalorizzatori di nuova generazione e per i rigassificatori si vedrà in futuro», Finocchiaro anche «si faranno subito i rigassificatori, ma per i termovalorizzatori occorrerà prima avviare la raccolta differenziata e riscrivere il piano varato dall’ex governatore Salvatore Cuffaro».
Intanto Enel scalda i motori e oggi entra nel mercato del gas liquefatto egiziano. L’intesa con l’Egyptian Natural Gas Holding Company [Egas] dovrebbe prevedere l’acquisto di circa due miliardi di metri cubi di gas liquefatto all’anno, circa il 3 per cento del mercato italiano, per un valore che si aggirerebbe intorno ai 500 milioni di euro, da riportare in Italia, probabilmente proprio nel rigassificatore di Porto Empedocle.
Il progetto Enel-Nuove Energie avrà la capacita? di 8 miliardi di metri cubi all’anno e sorgerà a un chilometro e mezzo dal centro abitato, vicino alla zona archeologica della Valle dei Templi.

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