Cinecittà, dalla pellicola al mattone

L’immaginario cinematografico evocato da Cinecittà è sfruttato per realizzare, entro il 2009, una speculazione immobiliare su 50 ettari a Castel Romano, alle porte di Roma, con la benedizione del Comune. Come altro descrivere il progetto del parco tematico sul cinema «Cinecittà world» proposto da Cinecittà Pontina, società controllata da Cinecittà entertainment Spa, creata da Cinecittà studios, la quale conta sei soci: Cinecittà holding Spa, Aurelio De Laurentiis, Diego della Valle, Vittorio Cecchi Gori, Orium, FinCine Spa, presidente Luigi Abete. La novità di questi giorni è l’acquisizione di una quota del 20 per cento di Cinecittà Pontina da parte Generali Properties, braccio immobiliare del gruppo assicurativo, e altri soci sono in arrivo. Il piano industriale di Cinecittà entertainment prevede tre milioni di visitatori l’anno e l’impiego di circa mille addetti, tra stagionali e non stagionali. Tradotto, vuol dire lavoratori precari al servizio di un luna park che, come insegna il «modello Roma», porterà grandi ricchezze ai costruttori, annegando sotto al cemento, al mattone e all’inquinamento del traffico quel che resta dell’agro romano. Cinecittà world sta all’interno del polo produttivo di Castel Romano, 273 ettari con «potenzialità edificatorie residue» di 1,4 milioni di metri cubi.

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