Giunti al tredicesimo giorno di occupazione l’Accademia delle Belle Arti lancia la mobilitazione nazionale degli studenti. Due giornate intense, organizzate dall’Afam [Alta Formazione Artistica e Musicale], per ribadire le ragioni della protesta: mercoledì 19 il collettivo si riunirà presso l’Accademia occupata, mentre giovedì 20 è previsto un sit-in in piazza Kennedy, sotto il ministero dell’università. «Dall’inizio di dicembre – dicono gli studenti–le istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale italiana hanno iniziato la mobilitazione contro l’indifferenza della politica nei confronti dei saperi dell’arte. L’Accademia di Belle Arti di Roma dal 5 dicembre porta avanti la sua protesta realizzando estemporanee, performance urbane, installazioni, concerti e dibattiti nella quasi totale indifferenza delle istituzioni. Il finanziamento dello stato all’alta formazione artistica e musicale resta marginale e i contributi accademici che gravano sugli studenti sono fuori controllo. Manca, ad esempio, un decreto ministeriale per l’equiparazione dei titoli di studio e una legge sulla rappresentanza che crei una consulta nazionale degli studenti delle accademie. Chiediamo – concludono–la riapertura di un tavolo di trattative per la ridiscussione degli scopi, dell’offerta formativa e delle modalità d’applicazione della legge del 3+2».
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