L'acqua umbria è in vendita, malgrado la moratoria

Il decreto fiscale collegato alla Finanziaria 2008 ha previsto la sospensione degli affidamenti ai privati della gestione dei servizi idrici, la cosiddetta «moratoria sull’acqua» [approvata definitivamente il 28 novembre], per la durata di un anno, in attesa dell’approvazione della legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici integrati. Nonostante ciò, l’Ato 1 Umbria, denuncia il Comitato Umbria Acqua pubblica, sta proseguendo la gare di affidamento del 40 per cento delle azioni di Umbria Acque Spa [con scadenza al 31 dicembre], sostenendo che non si tratta di un nuovo affidamento.
«Ma a chi la vogliono dare a bere? O è una gara ad evidenza pubblica–dice Michel Drouin del Comitato, già noto per le battaglie contro una multinazionale come Rocchetta–come viene affermato esplicitamente nel bando di gara pubblicato nel sito internet dell’Ato 1, oppure si tratta di una sostanziale modifica dei principali contenuti del contratto originario e cioé della quota del socio privato. In entrambe i casi, si tratta di un nuovo affidamento e come tale rientra nei casi previsti dalla moratoria». Per questo, il Comitato chiede che l’Ato 1 sospenda immediatamente la gara, «nel rispetto dei 406 mila cittadini italiani che hanno firmato perché l’acqua sia un bene comune, diritto di tutti e non merce per il mercato».

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