L’anomala temperatura registrata nei giorni scorsi sulle montagne dell’Italia settentrionale, circa due gradi sopra la media stagionale, ha comportato lo scioglimento di decine di milioni di metri cubi di neve, solo «parzialmente confluiti negli invasi alpini». Per questo motivo, secondo il presidente dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, Massimo Gargano, il ritorno del freddo «non deve illudere». Ne è prova l’incremento idrico dei grandi bacini «i cui livelli restano inferiori alle medie stagionali- spiega Gargano–Anche il livello del fiume Po è inferiore alla media stagionale ma la situazione, al momento, non è definita preoccupante, perché sono ancora presenti grandi aree innevate in quota».
Il manto nevoso è «di poco superiore alla media trentennale, ma largamente superiore a quanto registrato nel più recente quinquennio». Un dato che «fa indurre un certo ottimismo per la prossima stagione irrigua al Nord», commenta Gargano secondo cui molto dipenderà dall’andamento climatico nelle prossime settimane: «Il ritorno di temperature elevate rispetto alla stagione indurrebbe, infatti, lo scioglimento anticipato delle nevi che–conclude–nella perdurante assenza di un’adeguata rete di invasi, si perderebbero in mare». A quel punto si riproporrebbe «la crisi idrica già conosciuta negli ultimi anni».
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