Il Partito democratico scivola sull'acqua in Toscana

Il consiglio regionale della Toscana ha approvato a sorpresa, con 17 voti favorevoli e 14 contrari una mozione che impegna la giunta a «invitare i Comuni a non sottoscrivere e ratificare atti per l’aggregazione delle società di gestione degli Ato 2, 3 e 6 della Toscana». La spaccatura decisiva è avvenuta tra Pd e Ps da una parte e Sinistra Arcobaleno dall’altra. In pratica, la mozione va contro l’accordo sottoscritto in novembre dai sindaci di Firenze e Roma, e che coinvolge altri 162 amministrazioni comunali toscani, che già aveva spaccato la maggioranza di Palazzo Vecchio. La mozione è stata presentata dal gruppo dell’Udc: oltre al centrodestra, hanno votato a favore i gruppi dei Verdi, Pdci, Sinistra democratica e Rifondazione comunista [con l’eccezione del consigliere Luca Ciabatti]. Partito democratico e Partito socialista hanno votato contro. L’accordo a cui si riferisce la mozione è quello sottoscritto il 24 novembre che prevede una società unica con la romana Acea come socio privato. A Palazzo Vecchio, nel gennaio scorso, la delibera di giunta che prevedeva la creazione del gestore idrico unico non è passata per mancanza del numero legale in seguito alla spaccatura della maggioranza. «Insomma, proprio una bella notizia», commenta Tommaso Fattori, del movimento dell’acqua della Toscana.

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