Movimenti argentini contro le miniere

Nella provincia argentina di Santa Cruz, vicino alla frontiera con il Cile a circa 150 chilometri a ovest di San Julian, da oltre venticinque anni si studia la possibilità di estrarre oro e argento. Dopo aver perforato circa 500 pozzi, gli studi tecnici riportano che le riserve ammonterebbero a più di quattro milioni di tonnellate di minerali preziosi. L’impresa che porta avanti il progetto è la Minera Triton, una joint venture costituita tra la PanAmerican Silver e la Silver Standard Resources, entrambe canadesi e già coinvolte i numerose attività analoghe in Perù, Bolivia e Messico. Purtroppo per loro in Argentina, come in tutta l’America Latina, la reazione della popolazione locale non si è fatta attendere. Anche in questo caso i cittadini si sono organizzati in comitati spontanei di difesa del territorio e dei beni comuni.
Come sempre accade in questi casi, le comunità locali vengono a conoscenza di un accordo già firmato tra rappresentanti politici e multinazionali, il tutto ovviamente senza che nessuno sia mai stato consultato, né che vi siano stati studi indipendenti sull’impatto ambientale, sociale ed economico che megaprogetti estrattivi avrebbero sulla popolazione ed il territorio nel suo complesso. A metà del 2006 nel momento in cui viene annunciata l’apertura della miniera di San José Huevos Verdes, a pochi chilometri dal ghiacciaio Perito Moreno, i cittadini si sono autoconvocati in assemblea permanente e hanno iniziato una lotta contro il tempo per fermare il progetto. La miniera infatti inizia il suo funzionamento utilizzando cianuro per l’estrazione di oro e argento e circa 180 mila litri di acqua all’ora. E questo nonostante gli studi di impatto ambientale ordinati successivamente dall’ex governatore della regione, in seguito alle pressioni dei cittadini, dimostrino chiaramente come la miniera sia in contatto con le acque del fiume Pinturas, e provochi conseguenze devastanti sul piano ecologico. Poche settimane fa, attraverso la stampa, i cittadini sono venuti a conoscenza di un preaccordo firmato tra il governo di Santa Cruz e l’impresa mineraria canadese per la realizzazione di altri progetti minerari.
La risposta dei cittadini insieme all’Assemblea ambientalista cittadina è stata questa volta una proposta per un progetto di legge da presentare alla Camera dei Deputati in cui si proibisce l’uso di cianuro nello sfruttamento minerario. Una iniziativa che lo scorso 10 marzo ha coinvolto circa 4.500 cittadini della provincia di Santa Cruz che hanno sottoscritto l’iniziativa di legge popolare.
In molti luoghi dell’Argentina ormai i comitati e le assemblee cittadine hanno seguito l’esempio vincente di Esquel, di cui ricorre proprio il prossimo 23 marzo il quinto anniversario della consulta popolare indetta grazie alle lotte dei cittadini. Esquel è stato infatti il primo territorio in cui i movimenti sono riusciti ad ottenere una vittoria schiacciante con oltre l’81 per cento della popolazione che rifiutava il progetto minerario di oro e argento, proprio nel Cordon Esquel, nel territorio del Chubut. Per questa data i cittadini di Esquel realizzeranno molte attività per ricordare che nonostante la multinazionale Meridian Gold abbia sospeso le sue attività grazie alla lotta della popolazione locale, il progetto comunque gode ancora della concessione legale per il giacimento minerario. Saranno celebrazioni che tendono anche a mantenere vigile l’attenzione di tutti quegli altri territori sui quali gli interessi estrattivi delle multinazionali si sono concentrati. Ormai sono circa un centinaio le località, in oltre 13 province argentine, che si sono mobilitate opponendosi o resistendo all’attività estrattiva mineraria delle grandi compagnie. Esquel ha fatto scuola e le classi si sono moltiplicate. La partita non è dunque così scontata.

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