Il Sindaco e le leggi a Bologna. Un caso di asma bronchiale

Tra il mese di gennaio e quello di febbraio 2008 ho sofferto di crisi respiratorie che mi hanno costretto al ricovero presso il reparto di Pneumologia dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna.
Sono stato costretto a riflettere sul significato di questo disturbo che non è solo mio, ma che negli ultimi tempi si va diffondendo in maniera quasi epidemica. La città in cui vivo, Bologna, non è stata costruita per le automobili. Le strade strette ed i portici ne fanno una vera e propria camera a gas, se si permette alle automobili di invaderla.
Una legge statale prevede che la concentrazione delle cosiddette polveri sottili nell’aria cittadina non debba superare i 50 micron. Oltre quel limite infatti si manifesta un pericolo per la salute umana. L’evidenza scientifica del carattere patogeno della concentrazione di polveri è tale che perfino il Parlamento italiano, molto attento agli interessi della FIAT, ha dovuto riconoscerla.
La legge prevede dunque che l’Autorità amministrativa intervenga ogni qualvolta questo limite è superato. Nel corso dell’anno il superamento della soglia di pericolo è consentita [e mi chiedo perché] non più di trentacinque volte. Se le centraline di controllo denunciano un superamento del limite consentito per un numero di volte superiore alle trentacinque in un anno, la legge prevede che l’Autorità cittadina debba prendere misure a tutela della salute dei cittadini.
Il potere di cui dispone il Sindaco su questo tipo di questioni è praticamente illimitato. La difesa della salute dei cittadini dovrebbe essere per il Sindaco la preoccupazione principale, e nessuna considerazione di tipo politico dovrebbe indurre un Sindaco a metterla in secondo piano.
Non appena le centraline di rilevamento denunciano una concentrazione di PM-10 superiore al consentito compito del Sindaco dovrebbe essere ordinare immediatamente il blocco del traffico, causa principale dell’emissione di particolato, e delle patologie polmonari che ne conseguono.
I dati forniti dall’Agenzia regionale Prevenzione e ambiente della Regione Emilia Romagna [Agenzia al di sopra di ogni sospetto di parzialità] testimoniano che nellanno 2007 la concentrazione di polveri sottili nell’aria bolognese ha superato la soglia legalmente consentita non trentacinque volte, non trentasei volte, neppure trentasette, e neppure quaranta o cinquanta volte. Neppure ottanta o ottantacinque o novanta. Le centraline di controllo sulla concentrazione delle polveri sottili nell’aria di Bologna hanno segnalato superamenti del limite [cosiddetti sforamenti] per 106 (centosei) volte nellarco dellanno. Io non sono mai stato un fumatore. Talvolta ho inalato marijuana la cui tossicità è notoriamente scarsa [anche se per qualche ragione che ignoro completamente quella sostanza è criminalizzata molto più duramente di quanto lo sono le polveri sottili].
Non ho mai avuto la patente, quindi non ho mai posseduto un’automobile. Non ho contribuito in nessuna maniera ad emettere polveri sottili nell’aria di Bologna.
Abitualmente vado in bicicletta. Per essere precisi andavo in bicicletta, perché da quando ho cominciato a soffrire di crisi respiratorie, andare in bicicletta come facevo un tempo è per il mio organismo un’impresa quasi impossibile. Sia ben chiaro: non intendo farla lunga sulle mie disgrazie. Ho quasi sessant’anni, e la prospettiva di estinguermi prossimamente mi pare forse migliore che quella di assistere ai prossimi atti dello spettacolo orrendo che le classi dirigenti hanno preparato per la sfortunata umanità che non ha più neppure la forza di ribellarsi.
Ma intendo richiamare l’attenzione su qualcosa di molto più importante della mia personale incolumità.
Tanto per dirne una, al Liceo Scientifico Righi, che si trova proprio sui viali della città, è stata svolta recentemente un’indagine dalla quale risulta che le polveri sottili (inalate quotidianamente da millecinquecento studenti che hanno in media quindici anni) superano sistematicamente di gran lunga il limite considerato pericoloso da una legge peraltro condiscendente.
Orbene la mia domanda è molto semplice: i buoni cittadini di Bologna si sono mai domandati quanti tra i loro figlioli avranno un tumore ai polmoni prima di raggiungere i trent’anni? E il Sindaco di Bologna non ritiene suo compito proteggere con gli strumenti legali che gli competono la salute dei bambini, dei ragazzi da una sorte che possiamo considerare quasi inevitabile, a causa dell’incuria e dell’omissione e della complicità dell’autorità politica?
Come dice Jean Pierre Dupuy nel saggio su Chernobyl del quale parlavo nel mio post precedente «invisibilità del male», nessuno può dimostrare con certezza la provenienza causale di un tumore. Nessuno può sapere quante malattie mortali siano derivate dall’evento Chernobyl. Allo stesso modo nessuno può stabilire con certezza quante malattie mortali o invalidanti provengano dall’emissione di polveri sottili nell’aria della città piuttosto che da altri motivi imponderabili. Non c’è differenza tra un tumore mandato dalla sorte, e un tumore provocato dall’alleanza tra petrolieri aziende automobilistiche sindaci e assessori al traffico. Al
massimo possiamo limitarci a calcolare gli incrementi.
Andiamo dunque a valutare l’incremento dei tumori al polmone, delle bronchiti, delle asme bronchiali, e di simili patologie. Negli ultimi anni nella città di Bologna si tratta di un vero boom.
Chi ha provocato la mia asma? E’ difficile dirlo, ma è legittimo ritenere che ci sia una relazione tra l’incremento della bronchite, dell’asma e del tumore ai polmoni nella città di Bologna, e il comportamento del Sindaco di questa città che viola sistematicamente la legge non applicando le regole che prevedono il blocco del traffico quando i trentacinque sforamenti
annuali sono superati.
E’ legittimo ritenere che il Sindaco di Bologna è responsabile della mia asma e di un certo numero di tumori che si sono manifestati recentemente, e soprattutto sia responsabile delle malattie mortali che prossimamente colpiranno individui giovani e meno giovani che vivono in città e che magari hanno votato per lui?
In questo caso io credo che dovremmo collettivamente chiedere all’autorità politica e amministrativa di rendere conto della sua pericolosa incompetenza, o peggio della sua complicità.
Un giorno qualcuno negli Stati Uniti d’America comprese che le sigarette erano causa del suo malessere, e fece causa contro le multinazionali del tabacco. Un giudice coraggioso alla fine condannò i colossi economici che lucrano sulla sofferenza della gente. Da quando ho scoperto che i miei polmoni non sono più in grado di funzionare ho deciso che per quanto fiato mi resta [purtroppo non è molto] griderò perché venga riconosciuta la criminale complicità di amministratori pubblici e produttori privati di automobili e di petrolio, fin quando un giudice coraggioso si deciderà a perseguire i responsabili di questo crimine.

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