Andare al mare senza pagare il biglietto è diventata un’impresa impossibile. La denuncia arriva dal rapporto annuale di Legambiente: fra gli esempi più eclatanti c’è «il lido di Ostia, uno tra i più cementificati d’Italia, dove gli stabilimenti sono un lungo impenetrabile muro che impedisce, oltre all’accesso libero alla battigia, anche di vedere il mare». E lo scorso anno i gestori del litorale sono finiti sotto accusa per avere impedito ad alcuni cittadini di raggiungere il bagnasciuga senza mettere mano al portafogli. «Ciliegina sulla torta–si legge nel rapporto–ecco arrivare i bagni con le stelle, come gli alberghi. E se qualcuno pensa che la certificazione di qualità ha qualcosa a che fare con l’ecologia si sbaglia: raccolta differenziata dei rifiuti, risparmio idrico e cose del genere non c’entrano, le 5 stelle si raggiungono con il lusso. La Regione Lazio ha infatti varato un regolamento con una serie di criteri che, in virtù dell’offerta di comfort e servizi, assegna agli stabilimenti da una a quattro stelle: a contare dunque sono la dimensione delle cabine, la disponibilità di docce private, sauna e accappatoio personalizzato». E i gestori del lido di Ostia, aderenti al 70 per cento ad Assobalneari, hanno già rivendicato il diritto alla quinta stella per le strutture super-chic. Più stelle, ovviamente, equivalgono a prezzi più alti.
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