Questa mattina le scuole di tutta Italia hanno riaperto i battenti tra mille proteste contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. L’epicentro dell’opposizione è nella capitale dove, già dal mattino, si susseguono numerose iniziative in oltre 70 scuole capitoline e della provincia e di fronte al ministero dell’Istruzione. Attività di volantinaggio all’Augusto, Gullace, Chris Cappel di Anzio, Cicerone di Frascati, Croce, Russel, De Chirico, Colonna, Albertelli, Platone, Anco Marzio ma anche striscioni e raccolta firme. Su alcuni volantini si leggeva: «Jurassic school, benvenuti nella scuola del passato». «I fatti palano chiaro – spiega il coordinatore dell’Uds Stefano Vitale – la riduzione di fatto dell’obbligo scolastico e il taglio drastico di investimenti riducono le funzioni della scuola. Saranno soprattutto le scuole di periferia e provincia a subire i danni maggiori». «Il futuro dei bambini non fa rima con Gemini»: questo lo slogan che caratterizza la protesta alla scuola elementare Iqbal Masih, nel quartiere Casilino a Roma. La frase è stata stampata su uno striscione posto all’ingresso della scuola ma anche sulle magliette indossate da tante mamme. Al ministro vengono contestati non solo i drastici tagli ma, anche,dinella il ritorno al maestro unico, l’abolizione del tempo pieno e il voto in condotta. «Questi provvedimenti – denuncia il Comitato genitori e insegnanti – rischiano di distruggere la scuola pubblica».
Tags assegnati a questo articolo: ambiente, democrazia, beni comuni






