Sarebbero oltre milletrecento i plessi scolastici a rischio chiusura nel Lazio: il 43 per cento dei 3200 totali, la maggior parte dei quali dislocati nei comuni più piccoli, se il criterio per stabilire la loro sopravvivenza fosse quello del numero di alunni come si ipotizza dopo l’annunciata ‘Riforma Gelmini’. E’ il risultato di una proiezione realizzata da Legambiente, a seguito degli annunci degli scorsi giorni, realizzati a partire dai dati del ministero della pubblica istruzione.
Nel Lazio potrebbero chiudere i battenti ben 761 scuole materne, 390 scuole elementari, 126 scuole medie inferiori e anche 99 scuole medie superiori. «Per i cittadini del Lazio sarebbe una vera e propria sciagura – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Ipotizzare di tagliare le scuole con meno alunni, come si fa con i rami delle società con pochi utili, è impensabile: si andrebbero a colpire soprattutto i tanti piccoli e piccolissimi comuni del nostro territorio. Applicare il criterio della produttività alla scuola è folle, rischia di minare le fondamenta della coesione sociale, danneggiando seriamente la realtà che si occupa di educare e formare i giovani, che contribuisce ad accrescere il livello culturale del Paese».
Per contrastare i pesanti tagli che la finanziaria ha previsto per il sistema scolastico italiano, Legambiente ha lanciato la campagna ‘Chiusa per tagli’, che oggi prende il via anche nel Lazio. L’associazione ambientalista ricorda i numeri dei piccoli comuni nel Lazio: quelli con popolazione al di sotto dei 5mila abitanti rappresentano la gran parte delle amministrazioni locali della nostra Regione, 259 su 378, ben il 68 per cento, in cui risiede poco oltre il 9 per cento della popolazione regionale. Legambiente rinnova quindi le richieste già contenute nella lettera inviata alcuni giorni fa al ministro Gelmini, chiedendo che i parametri per la razionalizzazione della scuola tengano conto della peculiarità del territorio italiano, rinunciando all’imposizione di obiettivi numerici a scala regionale, concertando le scelte con gli enti locali e le parti sociali.
Continuano, nel frattempo, le mobilitazioni nelle scuole romane. Chiara ha 30 anni, lavora come precaria nello spettacolo, ha due figli, la più piccola di 4 anni, Maria, frequenta la scuola materna Iqbal Masih, al Casilino. Ieri notte, Chiara e Maria hanno dormito nella palestra della scuola insieme ad altri 50 persone tra genitori, bambini e insegnanti che hanno iniziato una mobilitazione contro la «riforma» Gemini. «I provvedimenti del governo rischiano di azzerare venti anni di sperimentazione», racconta Chiara. «Il maestro unico – continua Chiara – metterà la parola fine ai laboratori e alle attività integrative, oltre a lasciare a casa migliaia di insegnanti. La cosa più grave è che le attività del dopo scuola, essenziali per i bambini ma anche per i genitori impegnati durante il giorno, saranno a pagamento. Un’altra batosta per le tasche dei genitori».
Dopo l’occupazione di ieri pomeriggio, genitori e insegnanti hanno voluto precisare la loro posizione: «La scuola che ci propone il ministro Gelmini è congeniale ad una società autoritaria, selettiva, gerarchica che non ci piace e non vogliamo per il futuro dei nostri figli. Questo e non altro ha spinto noi genitori ad occupare. Tra poco – proseguono – avranno inizio le audizioni della Commissione cultura e scuola che dovranno sciogliere i nodi di un dibattito mai avviato. E per la prima volta nella storia della nostra Repubblica una riforma della scuola viene avviata per decreto legge. Un maestro unico non può fare tutto, lo si diceva anche nel 1981. L’insegnamento aveva ed ha bisogno di tempi più distesi, occorre dare ai nostri bambini il tempo per apprendere e per comprendere, per sperimentare e conoscere. Grandi passi avanti cancellati da un colpo di spugna, solo per ridurre gli sprechi? Come se davvero il futuro dei nostri figli e della società possa essere definito uno spreco».
Anche oggi, le normali attività scolastiche saranno integrate da una serie di iniziative e appuntamenti: alle 17, spettacolo teatrale per bambini; alle 18,30, la proiezione del film La scuola e a seguire un dibattito con lo scrittore Domenico Starnone.






