Nel 2006 i comuni pontini di Amaseno e Cori avevano deciso di non approvare la convenzione di affidamento della gestione del servizio
idrico ad Acqualatina Spa. Scelte che non erano piaciute alla Provincia di Latina [centrodestra], che con solerzia si era rivolta al Tar, che
aveva annullato le due delibere comunali. Il consiglio di stato invece, con la sentenza dell’8 settembre, ha dichiarato «inammissibile il
ricorso originario al Tar Latina presentato dalla Provincia» e ha ripristinato la validità e la legittimità delle delibere con cui i comuni avevano rigettato la convenzione con Acqualatina. «Il consiglio di stato ha stabilito che la Provincia non ha i poteri di procedere contro i comuni – dice il comitato cittadino acqua pubblica Aprilia – Ironia della sorte, è stata Acqualatina a promuovere appello poiché non
era soddisfatta. Infatti il Tar, pur annullando le delibere, aveva riconosciuto ai consigli comunali la facoltà di approvare o no il contratto di gestione». Quindi, ora sono valide le delibere di tutti i comuni «ribelli» [anche Aprilia e Bassiano] grazie al fatto che la Regione Lazio [centrosinistra] ha già deciso che non eserciterà i poteri sostitutivi e che la convenzione per affidare il servizio idrico «deve essere approvata dai consigli degli enti locali convenzionati e non dalla sola conferenza dei sindaci dell’Ato».
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