Il No Gelmini Day e la Notte bianca della scuola

«La mia scuola dice no». Gli striscioni sventolano già dalle finestre delle aule, tutto è pronto per la notte bianca delle scuole. Parte oggi il No Gelmini day, un giorno di azione diffusa e capillare che coinvolge centinaia di scuole in tutta Italia, promosso dal Coordinamento ‘Non rubateci il futuro’.
La scuola Iqbal Masih di Roma ha iniziato la lotta, occupando la scuola dal primo giorno. E’ iniziata bene la mattinata, con un sit-in di protesta stamani davanti al ministero dell’Istruzione, presidiato dalle forze dell’ordine. Diverse decine di genitori sono arrivati di buon’ora davanti al dicastero di Viale Trastevere per dire no alla riforma Gelmini. Insieme a loro anche diversi bambini, che gridavano a gran voce «viva le maestre», sventolando palloncini colorati.

Quattro generazioni unite dalla voglia di difendere la scuola italiana. Alla protesta, che coinvolge diverse scuole del centro storico della capitale, hanno aderito gruppi spontanei di genitori [come ad esempio il Guds, genitori uniti per difendere la scuola], sorti in tutta Italia in queste settimane per contrastare il provvedimento varato dal governo che prevede, tra l’altro, il ripristino del maestro unico alle elementari. Ma in piazza c’era anche l’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione [Anief] per richiedere al «ministro dell’istruzione, al parlamento e al governo di ridare dignità agli operatori della scuola e dell’università, e d’investire nell’unica istituzione che può garantire il futuro del nostro paese».
«Si sta creando una rete nazionale trasversale tra genitori e insegnanti – hanno detto i manifestanti – e sono tanti i gruppi che si contattano da scuole diverse e organizzano attività, scambiandosi materiali, volantini, commenti sul decreto 137 e sul disegno di legge. Dobbiamo agire con urgenza e incanalare tutte le forze presenti nel paese per dire no a questa controriforma. Facciamo parlare le scuole e le università, attacchiamo striscioni all’ingresso di ogni edificio scolastico, anche nei paesi più piccoli perché sia chiaro e visibile il nostro no! Ricordate le bandiere dell’arcobaleno appese alle finestre? Che ogni scuola abbia il suo striscione».
Tra le richieste dell’Anief, «l’investimento di un ulteriore punto percentuale di Pil nel settore dell’istruzione e della ricerca e l’abrogazione del ridimensionamento, del risparmio di spesa, dei tagli alle strutture e al personale, del blocco del turn-over, dell’accorpamento delle classi concorsuali».
Ma i manifestanti chiedono anche il ritiro dell’articolo 4 del decreto 137/2008 sul maestro unico, e l’apertura di un apposito tavolo tecnico di confronto. Inoltre, viene proposta l’immissione in ruolo, su tutte le cattedre vacanti, nel prossimo anno scolastico 2009-2010 delle 75 mila unità restanti già previste dalla legge 296/2006, e la programmazione di un ulteriore piano di reclutamento di 150 mila unità per il triennio successivo per assorbire il precariato esistente.

Nel frattempo, nelle scuole romane, tutto è pronto per Notte Bianca: a Torre Angela, la Basile questa sera aprirà le porte a genitori, insegnati e bambini a partire dalle 17.30. E tra danze e dibattiti, in compagnia anche delle voci del coro «Se… sta voce» dell’Iqbal Masih e di Sara Modigliani, si andrà avanti per tutta la notte. A Montevenrde, invece, la scuola Francesco Crispi, oltre ad accogliere rappresentazioni teatrali, esibizioni del coro della scuola, performance di clown e dibattiti, verrà circondata da un abbraccio illuminato da fiaccole. Stessa storia alla Saffi di San Lorenzo, alla Castelverde di Lunghezza, alla Madre Teresa di Calcutta di Tor Tre teste, alla Trilussa del Prenestino, alla Principe di Piemonte dell’Ostiense e alla Giardinieri dell’Appio. Ma anche la XXI Aprile, la Leopardi, la Cairoli e la San Francesco. Alla scuola materna di via Sommovigo, a Colli Aniene, verrà esposto uno striscione fresco di conio: «No all’entero-Gelmini che distrugge la flora scolastica».

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