«Non fa notizia se diciamo che martedì 7 ottobre apre un nuovo asilo nido nel Municipio V di Roma, in via Iozzia, per 48 bambini. La
notizia diventa sconcertante se si considera che a poca distanza dall’asilo nido c’è un’azienda chimica, la Basf-ex Engelhard, classificata dal comune di Roma e dalla Asl RmB come industria insalubre di prima classe, dove per di più opera, 24 ore su 24, un inceneritore di
rifiuti tossici e nocivi». La denuncia arriva dai comitati dei quartieri della periferia romana lungo la via Tiburtina, popolata ormai da circa
centomila abitanti e lavoratori di Case Rosse, Settecamini, Setteville di Guidonia, Ponte di Nona, del polo tecnologico e di tutta la Tiburtina valley. Chiedono da anni la delocalizzazione dell’inceneritore e sono convinti che i genitori non siano stati messi al corrente dei rischi che corrono i loro figli. Per questo i comitati hanno preparato una sorta di vademecum di autotutela per le famiglie. Fra le indicazioni: chiedere al personale dell’asilo di non aprire le finestre e di non portare i bambini all’aperto; chiedere al comune di Roma e al Municipio V di installare subito un sistema di ricambio dell’aria con appositi filtri, di mettere in sicurezza l’asilo e di esonerarli dal pagamento della quota mensile almeno fino a quando non sarà delocalizzato l’inceneritore della Basf.
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