I sindacati decidono lo sciopero generale per il 30 ottobre. Alla Camera prosegue l'approvazione degli ordini del giorno legati alla controriforma Gelmini: An chiede di «distribuire» gli studenti stranieri nelle classi per evitare «eccessive concentrazioni»
Continua a ritmo sostenuto l’approvazione della riforma della scuola targata Gelmini. Stamattina la Camera dei deputati ha approvato gli ordini del giorno correlati alla riforma. La discussione più infiammata è nata intorno alla questione dell’insegnamento della Costituzione nelle scuole, che ha creato scompiglio tra i deputati della Lega. L’odg che ha provocato l’indignazione del Carroccio prevedeva la distribuzione gratuita del testo della Costituzione nelle scuole della provincia di Venezia [altri odg simili prevedevano la stessa iniziativa in tutta Italia]. «Pensare di distribuire la Costituzione a partire da Venezia e’ razzismo, e noi non lo possiamo accettare; pare che emerga una distinzione etnica», ha detto la deputata leghista Paola Goisis. La stessa – per inciso – che aveva difeso dall’accusa di razzismo la mozione leghista che prevedeva un test di ingresso per l’accesso alla scuola pubblica «degli stranieri». Non risulta che abbia provocato alcuna discussione l’ordine del giorno presentato da due deputati della di An, Marco Marsilio e Fabio Rampolli, che domanda una «diversa distribuzione degli studenti stranieri nelle classi, per favorire un reale inserimento e garantire così un apprendimento completo sia a loro che agli studenti italiani».
Mentre alla Camera ci si prepara ad approvare entro oggi il testo della riforma Gelmini – che arriverà poi in senato – Flc Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola Snals Confsal e Gilda hanno indetto per il 30 ottobre lo sciopero generale della scuola. «Il governo ed il ministro Gelmini – ha dichiarato soddisfatto Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil – stanno cercando di distruggere la nostra funzione sindacale a colpi di decreti legge e scelte unilaterali, ma dovranno ricredersi: erano decenni che le sigle sindacali della scuola unitariamente non proclamavano uno sciopero generale». La giornata di mobilitazione, all’interno della quale è prevista anche una manifestazione nazionale a Roma, «vuole contrastare prima di tutto la politica del governo sul metodo adottato: non si possono prendere decisioni così importanti per il mondo scolastico inserendoli esclusivamente nei decreti legge o nella finanziaria senza mai convocare i sindacati», ha detto ancora Pantaleo. I Cobas della scuola rilanciano invece l’appuntamento dello sciopero generale del 17 novembre, convocato insieme agli altri sindacati di base.
Nel frattempo continuano le assemblee nelle scuole di tutta Italia. Nella sola giornata di oggi ce ne saranno a Sesto Fiorentino, Brescia, Foggia, Milano e Vigevano. A Pisa – dove era prevista una visita della ministra Gelmini successivamente annullata – il comitato genitori e insegnanti in difesa della scuola pubblica dà appuntamento in piazza Garibaldi alle 15.30 per protestare contro la riforma.
Domani – invece – gli studenti medi scenderanno in piazza in tutta Italia con lo slogan «No ai tagli, no al voto in condotta, no al governo di balle e pupe». Sono previste manifestazioni in quasi tutte le regioni. A Roma l’appuntamento è alle 9.30 a Piramide. Sul sito della rete nazionale degli studenti medi [www.retedeglistudentimedi.it] si possono trovare tutti gli appuntamenti e si può scaricare il «kit anti-ballismo», che contiene alcune informazioni per difendersi dalle «balle del governo» sulla scuola.
Anche il mondo dell’università è in mobilitazione contro i provvedimenti del governo. Ieri a Pisa sono stati occupati l’ufficio stampa del rettorato e il polo Carmignani. All’università la Sapienza di Roma si susseguono le assemblee: l’ultima questa mattina nella facoltà di Lettere e filosofia. Prosegue l’occupazione della facoltà di agraria di Grugliasco, in provincia di Torino. A Bologna, invece, da un’assemblea che si è tenuta ieri sera nella facoltà di matematica, è nata «l’assemblea di Ateneo no Gelmini», che domani scenderà in piazza al fianco degli studenti medi.
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