Quella che si apre oggi è una settimana decisiva per il mondo della scuola. Dopo l’approvazione da parte della Camera dei deputati, il disegno di legge 137 – che introduce il maestro unico alle elementari, il voto in condotta e una serie di altri provvedimenti – dovrebbe arrivare oggi in Senato. È per questo che a partire dalle 16 Cobas, Coordinamento nazionale in difesa del tempo pieno, assemblea delle scuole di Roma e altri gruppi di docenti, Ata, studenti e genitori, si sono dati appuntamento per protestare davanti a palazzo Madama. Il presidio accompagnerà tutta la discussione della legge. «Ai senatori e alle senatrici – scrivono i Cobas – mostreremo la totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai tremendi tagli di posti di lavoro [200 mila], di scuole [tutte quelle con meno di 500 alunni/e], di orario di lezione; il rifiuto netto della riesumazione della novecentesca ‘maestra unica’ e del ripristino della scuola ‘libro Cuore’, con grembiulini e bocciature per la ‘condotta’; nonché della trasformazione delle scuole in Fondazioni private dirette da Consigli di amministrazione aziendale». Alle 16.15 invece, la scuola Gianni Rodari darà vita ad un corteo al termine di un’assemblea pubblica. La protesta partirà in serata – alle 21 – a Firenze, dove i sindacati confederali e Gilda daranno vita ad un corteo da piazza dell’Annunziata. Incontri pubblici e assemblee sono invece previsti a Genova, Padova e Milano.
Ma la settimana di mobilitazione non finisce qui. Parte infatti da Bologna, e riguarderà numerose città italiane, l’idea di una «notte bianca» in difesa della scuola fissata per la notte tra il 15 e il 16. «Vogliono tagliare il tempo scuola? E allora noi a scuola ci andiamo anche la sera e la notte, insieme ai bambini e alle bambine, con i loro orsacchiotti e sacchi a pelo», scrive l’assemblea delle scuole di Bologna, dalla quale è partita l’idea di lanciare questa iniziativa in tutto il paese. Iniziative ed incontri si terranno a Parma, Genova, Paterno Dugnano [Mi], Milano, Viareggio, Brescia, Castrovillari e Padova. Roma sarà invece attraversata da ben cinque cortei e fiaccolate. La fiaccolata è la forma di protesta scelta anche a Napoli, mentre diversi cortei si terranno a Milano e Perugia.
Venerdì 17 è invece la data dello sciopero generale indetto dai sindacati di base, che culminerà in un corteo a Roma da piazza della Repubblica. Il mondo della scuola parteciperà alla manifestazione con lo striscione «no alla distruzione della scuola pubblica». Lo stesso giorno a Milano è prevista una manifestazione che partirà alle 9.00 da piazza Missori per arrivare all’ufficio scolastico regionale
La settimana si conclude sabato con un’assemblea nazionale delle scuole per concordare azioni comuni di contrasto alle riforme del governo. In contemporanea, a partire dalle 15.30 i parchi del milanese saranno occupati dalla protesta dell’assemblea delle scuole del milanese.
Nel frattempo sullo sciopero generale della scuola indetto dai sindacati confederali si allunga l’ombra minacciosa della rottura da parte della Cisl. «In un momento di crisi economica come questo, siamo disposti a rinunciare allo sciopero contro la riforma della scuola, purché Berlusconi ci convochi» ha dichiarato il segretario del sindacato Bonanni. I motivi dello sciopero sarebbero infatti, secondo Bonanni, di natura economica, pertanto un’apertura sugli aumenti salariali per gli insegnanti [nella piattaforma dello sciopero si parla anche del rinnovo del contratto di categoria] potrebbe portare alla revoca della protesta. «La semplice convocazione non è un motivo sufficiente che consente di avere quelle risposte che ci attendiamo. Aprire il tavolo con i sindacati va bene ma occorrono modifiche al piano generale della scuola. E per ora dal governo non c’è stata nessuna risposta», frena il segretario della Uil scuola Massimo di Menna.
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