Non esiste solo il Pincio, a Roma c’è anche Centocelle. E’ lo slogan dei tanti comitati che nel municipio VII chiedono al sindaco Gianni Alemanno di tornare indietro sulla decisione di far chiudere il parco archeologico di Centocelle. «Dopo tante promesse fatte in campagna elettorale sulla riqualificazione delle periferie e sulla sicurezza dei cittadini e dei luoghi pubblici, per decisione del sindaco i vigili hanno di recente chiuso i cancelli di accesso al parco», dicono i comitati locali, che hanno convocato un incontro pubblico per domani, mercoledì 15 alle 16 presso l’istituto Jean Piaget [via Diana 35, zona Quadraro]. Chiedono al comune di riaprire i cancelli, di continuare i lavori per rendere fruibili altre aree, di delocalizzare gli abusivi e di ripristinare il servizio di guardiania, per realizzare finalmente l’attesa di venti anni: l’apertura del più grande parco urbano di Roma sud-est.
«Dei 120 ettari dell’intero parco, sono stati resi fruibili solo 33 ettari a fronte di una spesa di 20 milioni di euro. Ma altri fondi sono stati stanziati nel bilancio comunale. Che fine faranno? – domandano i comitati – Non è scandaloso che a soli due anni dall’inaugurazione si ritiene che il parco sia diventato pericoloso a tal punto da chiudere tutti gli ingressi, anche quelli pedonali?».
Tags assegnati a questo articolo: ambiente, democrazia, beni comuni






