In discussione alla Camera le «classi ponte per gli stranieri»

Non se lo aspettava la Cgil, né gli altri confederali, che ieri sera a Firenze sarebbero scese in piazza 35 mila persone. Hanno manifestato insegnanti, studenti, genitori, universitari, ma anche i lavoratori dell’Elettrolux e i sindaci dei comuni della provincia. E la protesta non passa solo per le piazze. Il presidente della repubblica Napolitano è stato inondato di sms che lo invitavano a non firmare il provvedimento che convertirà in legge il decreto 137, una volta che verrà licenziato dal Parlamento. La protesta è stata tanto «visibile» che il Quirinale ha dovuto diramare una nota nella quale si spiegava che il presidente della repubblica «non può esercitare ruoli che la Costituzione non gli attribuisce». Le iniziative di protesta proseguono con un’assemblea pomeridiana presso l’istituto Fermi a Roma. Altri incontri sono previsti anche a Padova e Milano, mentre a Genova – in via Sestri – si terrà un presidio nel pomeriggio. A Roma sono state occupate le aule del piano terra della facoltà di Lettere alla Sapienza.
L’attività continua, però, anche sul fronte del Parlamento. Nella seduta di oggi pomeriggio sono in discussione tre mozioni sull’«accesso degli studenti stranieri nelle scuole». La proposta di Pdl e Lega vorrebbe imporre test di ingresso agli studenti «stranieri» e «classi ponte» propedeutiche all’ingresso nelle classi permanenti, nelle quali la «distribuzione degli stranieri» dovrebbe essere omogenea.

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