Ieri la commissione affari costituzionali del Senato ha dato il via libera al decreto Gelmini, che a questo punto dovrà passare per l’aula di Palazzo Madama. Nel frattempo in tantissime città d’Italia studenti, professori e genitori hanno festeggiato la notte bianca della scuola: cortei, assemblee, incontri pubblici etc. Domani, invece, è previsto lo sciopero generale e generalizzato. Una manifestazione in difesa della scuola pubblica partirà domani mattina anche da piazza Cairoli a Milano. A Firenze l’assessora alla pubblica istruzione, Daniela Lastri, ha dichiarato che il comune chiederà un tavolo tra enti locali e regioni e darà vita ad una «rete con le scuole nel tentativo di bloccare la riforma Gelmini».
Dalla lontana Bruxelles, invece, Berlusconi lancia un messaggio alle scuole in agitazione «La decisione sul maestro prevalente – ha detto il presidente del consiglio – ha liberato degli insegnanti che vengono tutti delegati al tempo pieno. La nostra previsione e’ che rispetto alle classi che godono oggi del tempo pieno ci dovrebbe essere un aumento dal 50 al 60 per cento del numero di classi». A tenere banco nelle proteste è anche la mozione – approvata ieri – che impone test d’ingresso e classi separate per i bambini senza cittadinanza italiana. Oggi alle 18 a Roma la manifestazione antirazzista indetta dall’associazione Dhumcatu sarà caratterizzata dallo slogan «Ve lo diciamo chiaro in italiano, le classi differenziate non le vogliamo».
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