Il primo obiettivo, dopo giorni di manifestazioni in ogni angolo del paese, è stato raggiunto. Berlusconi oggi ha convocato una conferenza stampa a palazzo Chigi per dire, con parole sue, che il governo si è accorto del dissenso diffuso su scuola e università e che sta all’angolo. «Avviso ai naviganti: non permetteremo l’occupazione delle scuole e dell’università», ha detto chiaro e tondo il presidente del consiglio in conferenza stampa a palazzo Chigi.
Il premier promette una linea dura: «Oggi convocherò il ministro dell’interno per studiare con lui gli interventi delle forze dell’ordine». Berlusconi ha aggiunto: «Il ministro Gelmini è ottimo. Non ritireremo il decreto legge che è sacrosanto. I leader della sinistra dicono solo menzogne». Il premier ha respinto le accuse al decreto legge scuola. «Il diritto allo studio va garantito dallo Stato – ha detto rendendosi inconsapevolmente ridicolo – Chi non vuole manifestare deve poter studiare. Chi commetterà reati sarà punito. Lo Stato deve garantire i diritti» [!]. E poi, nonostante pochi giorni fa il Financial times avesse scritto che il livello di appiattimento dei media su presidente del consiglio è imbarazzante, «di tipo nordcoreano», Berlusconi se l’è presa coi giornali, colpevoli di dare troppo spazio alle poteste. Accusa prontamente respinta al mittente da Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa.
Le parole di guerra di Berluskane, secondo il quale la protesta è doputa agli agitatori dei «centri sociali», hanno ottenuto l’effetto di far schierare a fianco della protesta studentesca il segretario del Pd Walter Veltroni: «Hanno ragione gli studenti – dice risvegliandosi dal torpore Weltroni – Le parole pronunciate da Berlusconi sono di disprezzo» verso gli studenti. Stefano Vitale dell’Unione degli studenti di Roma critica così i commenti fatti questa mattina dal premier alle manifestazioni di protesta che si stanno tenendo in questi giorni nelle scuole e nelle università italiane contro la riforma Gelmini. «Abbiamo creato un movimento duro ma propositivo che non dice solo no ma lancia anche delle proposte concrete e che chiede il dialogo», aggiunge Vitale. Per gli studenti romani le parole pronunciate questa mattina dal presidente del Consiglio «vanno in direzione contraria». Parole di condanna da Cgil [per bocca di Guglielmo Epifani e Mimmo Pantaleo, segretario Flc], Rifondazione, Verdi, Sinistra democratica, E persino Azione studentesca, organizzazione di An, critica le parole di Berlusconi.
Ma la vera risposta arriva dalle lotte, che nonsi fermano. Oggi sono proseguite proteste, lezioni all’aperto e occupazioni di scuole e università in tutta Italia: a Catania, Palermo [dove è stata occupata la facoltà di lettere], Bologna, Siena, Teramo, L’Aquila, Torino [occupazione a Palazzo Nuovo], Bologna Milano [dove centinaia di persone hanno partecipato a una lezione in piazza Duomo]. «Noi stiamo opponendo un problema di liberta’ in questo Paese e le dichiarazioni di Berlusconi di questa mattina lo dimostrano – ha detto nell’assemblea pubblica sulla scalinata della facoltà di Lettere de La Sapienza, Gigi ricercatore precario -Ci dicono che noi siamo una minoranza ma noi siamo una minoranza centrale, una minoranza della libertà. Mostrano i muscoli e i manganelli proprio perché sono soli e sono minoritari. Di fronte a dichiarazioni della follia deve essere forte la nostra risposta, dobbiamo andare subito dal rettore e deve dire immediatamente, così come devono dire i rettori delle altre università, che la polizia qui non la faranno entrare». Domani, a Roma, corteo in occasione della discussione al senato della riforma della scuola. Sarà un’altra gornata intensa…
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