I fantastici quattro domani in piazza a Vicenza contro Gelminator

Mister Prof, maestra Invisibile, la Torci…Ata e la Cosa studentesca. Sono i «fantastici quattro» che scenderanno in piazza domani a Vicenza, per mettere in campo i loro superpoteri in difesa della scuola pubblica e contro il terribile nemico Gelminator.
Da qualche giorno circola in città un volantino dell’Assemblea per la difesa della scuola pubblica di Vicenza, in cui i quattro supereroi annunciano la manifestazione provinciale del 30 ottobre, contro la «terribile minaccia Gelminator». «Le sue armi sono gli sciagurati articoli 64 e 66 della legge 133 e del ddl 137 – spiega il volantino, che si chiude con un appello alla mobilitazione – Anche se supereroi, i fantastici quattro della scuola pubblica hanno bisogno della mobilitazione di tutto il mondo della scuola per poter vincere questa battaglia». L’appuntamento è alle ore 8,30 nel piazzale della stazione di Vicenza, il corteo raggiungerà poi il provveditorato agli studi. Gelminator non ha scampo.

«Dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo intrapreso in città un percorso comune, coinvolgendo studenti, professori, maestri e genitori, in difesa della scuola pubblica, creando uno spazio aperto di confronto – racconta Nicole, del coordinamento studentesco di Vicenza – Insieme abbiamo pensato le forme della protesta contro la riforma della scuola: gli studenti delle scuole superiori hanno proposto di lanciare anche a Vicenza una mobilitazione per il 30 ottobre, in risposta a quella nazionale, allargata a tutto il mondo della scuola». Una manifestazione che vuole sottolineare il legame fondamentale tra il ddl Gelmini e la legge finanziaria di Tremonti e chiedere l’abrogazione degli articoli 64 e 66 di quest’ultima, oltre a valorizzare il contesto territoriale della protesta. «E’ importante sottolineare il legame tra la legge 133 e il ddl 137 – si legge nell’appello lanciato dal Coordinamento studentesco di Vicenza – Non è sufficiente chiedere il ritiro del ddl Gelmini, ma è fondamentale anche chiedere l’abrogazione dell’articolo 64 della 133, perché è in questo punto che si concentra il progetto di Gelminator». Le sue armi ormai le conoscono in molti: 8 miliardi di euro di tagli in tre anni, la riduzione di 87400 posti di lavoro per i docenti e di 44500 per il personale Ata, l’aumento degli alunni per classe, la chiusura degli istituti «sottodimensionati», l’abolizione del tempo pieno, la modifica degli indirizzi delle superiori. Dulcis in fundo il ritorno al maestro unico. «La domanda che poniamo è molto semplice – continua l’appello –: come si può pensare di garantire un servizio di qualità, riducendo drasticamente i fondi?».

A evidenziare le responsabilità del decreto Tremonti è anche Federico, professore in un istituto tecnico della città. «La Gelmini non c’entra, i problemi vengono dalla finanziaria, dalla legge 133, che il governo si vanta di aver approvato in soli 9 minuti! Dietro ai tagli al sistema scolastico previsti dall’articolo 64, non c’è nessun progetto didattico, né c’è stato alcun dibattito, ma si tratta semplicemente di un contenimento delle spese, dichiarato in modo molto preciso, con numeri e dati chiari, seppur mistificati. Così, mentre si aumentano le spese militari, la scuola subisce netti tagli: nel decidere se finanziare l’educazione o un F15 militare, la scelta del governo è molto chiara».

A questo proposito, non dimentichiamo l’altra lotta in difesa dei beni comuni a Vicenza, quella contro la nuova base militare Usa. I No Dal Molin hanno lanciato per domani sera, alle ore 20,30, una spentolata di protesta davanti all’ingresso della base a stelle e strisce Ederle, per opporsi all’avvio delle demolizioni all’aeroporto Dal Molin. Non vi stupite se domani sera, nei paraggi della Ederle, vedete passare i «fantastici quattro», con una pentola in una mano e la bandiera No Dal Molin nell’altra. Finita una missione, si riparte: la difesa dei beni comuni non può più attendere.

Tags assegnati a questo articolo: beni comuni, democrazia, ambiente

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