Come ha risposto il governo alle manifestazioni che ieri hanno fatto dichiarare a Guglielmo Epifani che «il paese è insorto»? Il ministro Gelmini non ha aperto bocca, Berlusconi ha insultato la sinistra, Maroni ha promesso denunce per le occupazioni. Oggi arriva il nuovo colpo di teatro. «Gli scontri di piazza Navona sono stati provocati dalla sinistra», ha dichiarato in aula il governo nella ricostruzione del sottosegretario agli interni Nitto Palma, omettendo l’aggressione neofascista delle 11 che ha provocato gli scontri di piazza Navona delle 12.30.
«Prima dell’arrivo del gruppo dei 400-500 [universitari, ndr] – ha ricostruito il sottosegretario – c’erano stati momenti di tensione e contatti tra i manifestanti del Blocco Studentesco e quelli di sinistra, ma l’interposizione del personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli».
Questa descrizione cozza con le testimonianze di centinaia di presenti, di studenti picchiati, di giornalisti come Curzio Maltese e con molte immagini. Il risultato di questa aggressione sono state due persone ferite gravemente alla testa, medicate all’ospedale Santo Spirito e rilasciate dalla polizia in quanto «persone aggredite». Perché il governo sposa la tesi del gruppo neofascista, omettendo l’aggressione avvenuta sotto gli occhi della polizia? Perché la polizia non è intervenuta già quando il camion del Blocco studentesco si è avvicinato al camion dei Cobas [tra i promotori della manifestazione]? Dalle dichiarazioni sembra che il governo avesse già pronta una recita a soggetto, se non una replica malriuscita del copione «genovese», con un altro «block» da lasciar agire, per contenere un’onda che lo sta mettendo in crisi.
Tags assegnati a questo articolo: no gelmini






