Il governo porteño sta discutendo il bilancio per l’anno venturo e, nel progetto dell’amministrazione di Mauricio Macri, i fondi dedicati all’istruzione pubblica calano di due per cento. Come rivela il quotidiano Pagina 12 la cifra è la stessa che va ad incrementare il bilancio stanziato per l’educazione privata: 705 milioni di pesos, che sono esattamente 200 milioni in più di quelli che la scuola privata ha ricevuto quest’anno; l’anno prossimo tale cifra sarà trasferita dalle casse della scuola pubblica a quelle della privata.
Gli istituti privati a Buenos Aires – come si può agilmente notare in una breve ricerca – sono per la maggior parte legati alla Chiesa cattolica; la coincidenza poi, vuole che il funzionario municipale a capo della regolamentazione dell’educazione privata sia un uomo vicino al cardinale Jorge Bergoglio, il quale, proprio recentemente, ha ricevuto una proroga di tre anni dell’incarico alla guida della conferenza episcopale argentina. L’incaricato alla gestione di tali fondi è Enrique Palmeyro, che è al contempo direttore del Programma de Escuelas Hermanas dell’arcivescovato di Buenos Aires, che risponde proprio all’Arcivescovo di Buenos Aires, cardinal Jorge Bergoglio.
Secondo le analisi dell’opposizione, i fondi destinati alla scuola in congiunto scendono al 24,5 per cento, rispetto al 25 stanziato per quest’anno, ed all’interno di tale decurtazione sale la voce destinata alla scuola privata che, sempre secondo l’analisi dell’opposizione, è una delle poche voci che vedono aumentare il proprio portafoglio nel prossimo anno in relazione all’attuale, in tale contesto i fondi per la scuola privata raggiungono quasi il 20 per cento dei fondi totali messi a disposizione per il comparto scuole, percentuale mai raggiunta in precedenza.
In una nota, pubblicata dal quotidiano Pagina 12, la Cta [Central de los trabajadores argentinos] sottolinea come questo sia l’aumento maggiore, in termini assoluti, dedicato alla scuola privata dall’anno 2000 e che raggiunge il massimo storico di fondi stanziati a favore degli istituti educativi privati. Contestualmente alla nota si pubblicano anche i fondi pubblici destinati alle istituzioni private: per esempio il liceo Las Esclavas del Sagrado Corazón de Jesus riceve 80 mila pesos al mese; l’istituto Nuestra Señora de la Misericordia riceve attorno ai 300 mila pesos mensili; il Consejo Superior de Educación Católica intasca 320 mila pesos mensuali, naturalmente tutti soldi pubblici elargiti dalla municipalità. Questi dati sono dell’anno corrente, sicché saranno plausibilmente aumentati nell’anno venturo, in conformità con la maggiorazione della spesa verso gli istituti educativi privati.
Altro aspetto «caldo» della gestione dei fondi per la scuola è quello relativo alle infrastrutture, infatti quest’anno è stato speso solamente il 20 per cento di quanto stanziato lo scorso anno per le infrastrutture scolastiche, ed al contempo nel bilancio per il prossimo anno la spesa stimata in infrastrutture e strumentazione scolastica passa da 317 a 253 milioni di pesos.
I sindacati docenti scesi in lotta le scorse settimane, primo tra tutti la Ute, si dicono increduli: le loro richieste di aumento per raggiungere un salario degno erano state rimandate al mittente per insufficienza di fondi nelle casse municipali ed ora, come risposta, trovano un aumento di bilancio nella spesa relativa alle scuole private. La risposta sarà naturalmente la mobilitazione nel prossimo marzo, inizio dell’anno accademico argentino, periodo nel quale, comunque, il nuovo bilancio sarà già entrato a regime e avrà dato un altro colpo alla scuola pubblica argentina.
Dopo le iniziative repressive contro i cartoneros – i cittadini indigenti che sbarcano il lunario cercando materiali riciclabili rivendibili all’interno delle immondizie cittadine – la fondazione di una nuova polizia con connotazione autoritaria, un altro colpo inferto dall’amministrazione di Macri è quello assestato alla scuola pubblica che vedrà le sue risorse decurtate in favore dell’educazione privata, ennesimo messaggio che esplicita l’idea di società che si vuole imporre nella capitale argentina.
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