Mentre la destra tenta di accreditarsi come «forza maggioritaria» all’interno della Sapienza basandosi sul risultato di elezioni in cui ha votato solo il 12 per cento degli studenti consegnando la vittoria alla lista «embedded» del rettore Luigi Frati, l’Onda torna in piazza in tutta Italia e mostra di essere ancora in piena forma.
Gli studenti romani avevano annunciato cinque manifestazioni per protestare contro le riforme di scuola e università e a favore di scuole più sicure. Invece, complici pioggia e vento, mentre un corteo sfilava per le strade della capitale nonostante le provocazioni del sindaco Gianni Alemanno [secondo il quale «i romani sono stanchi di manifestazioni»], gli universitari sono riusciti a bloccare l’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza entrando nell’aula magna del Rettorato al grido di «Noi la crisi non la paghiamo».
Insomma, nello stesso momento in cui il senato approvava il decreto di Maria Stella Gelmini sull’università, l’Onda degli studenti, è riuscita ad entrare nell’aula magna. Il rettore, Luigi Frati, quando si è reso conto di cosa stava accadendo, ha avuto una vera e propria crisi di nervi. Si è alzato in piedi e con il consiglio accademico ha lasciato la cerimonia. Gli studenti, al grido di «La gente come noi non molla mai» e «Siamo l’onda che vi travolge», hanno occupato l’aula. La giornata di oggi era stata anticipata dall’azione di ieri sera: un centinaio di studenti della Sapienza ha fatto irruzione al teatro Valle dove stava per iniziare lo spettacolo «Il Vangelo secondo Pilato» di Glauco Mauri. Gli studenti sono stati ben accolti dal direttore del teatro e dal pubblico. Hanno chiesto di guardare lo spettacolo gratuitamente e hanno esposto uno striscione sul palco con la scritta «La cultura non ha prezzo. Onda libera tutto gratis». Dopo questa manifestazione la maggior parte dei ragazzi si è accomodata in platea e nei palchetti e hanno assistito allo spettacolo gratuitamente.
Anche Torino l’Onda ha fatto irruzione nella sala dove si stava svolgendo un convegno con il sindaco Sergio Chiamparino. La polizia ha caricato più volte il corteo. Entrati nella sala nonostante le cariche, i manifestanti hanno spiegato i motivi della protesta: «Abbiamo voluto portare fino a qui quest’Onda anomala sfidando anche le forze dell’ordine che volevano fermarci. Ci si illude di privatizzare solo i profitti – hanno aggiunto – ma di socializzare i costi di questa crisi si sbagliano di grosso. Non vogliamo spendere il nostro futuro per i nostri denari». Prima di uscire, un ricordo di Vito Scafidi, lo studente diciassettenne morto sabato scorso al liceo Darwin di Rivoli e delle vittime della Thyssen, di cui ricorre la prossima settimana il primo anniversario. «Di scuola e di lavoro – hanno detto ancora – non si può morire. Da Rivoli alla Thyssen per non dimenticare».
A Macerata, gli studenti hanno occupato ill rettorato. Alcuni di loro con valigette ricolme di finte banconote hanno acquistato l’università a nome della «Fondazione Onda anomala». «Siamo qui per presentare una proposta che non può rifiutare chi da subito ha sostenuto il disegno di aziendalizzazione dell’università pubblica – hanno spiegato – La Fondazione Onda Anomala compra l’Università e la riconsegna come bene comune a tutti i soggetti che vivono, producono e condividono i saperi nei nostri territori».
A Venezia più di cinquecento studenti hanno deciso di visitare a costo zero «Italics» la mostra che si tiene a Palazzo Grassi. Domani manifesteranno genitori, studenti e insegnanti con un doppio corteo a Mestre. A Padova, in vista dell’appuntamento di domani mattina alle 10 davanti al municipio, lanciato dal Coordinamento genitori insegnanti in difesa della scuola pubblica, oggi sono stati gli studenti universitari a farsi sentire in tre luoghi dell’università.
A Bologna, la ministra Maria Stella Gelmini si è dileguata da un convegno cui doveva partecipare, causa presenza di contestatori. Gli studenti si erano dati appuntamento e in corteo da Piazza Verdi, in centinaia sono entrati nell’aula del convegno, in via Azzo Gardino, e hanno preso parola. Al rientro in Piazza Verdi, l’ennesima provocazione: le forze dell’ordine avevano permesso alla destra Azione universitaria di allestire un banchetto. E’ partito allora un «presidio che ha costretto i militanti di destra ad abbandonare la piazza. Un giovane del Prc è stato minacciato con un coltello da un fascista lungo via Indipendenza. Domani in piazza Maggiore ci sarà «La ricerca calpestata», un’iniziativa promossa dai ricercatori per raccontare la situazione in cui versa questo settore.
A Napoli è stato occupato il cortile della provincia per chiedere scuole sicure. Subito doo, grazie alla nuovissima Onda Card, alternativa movimentista della Social Card di Tremonti, autoriduzione sui mezzi pubblici per raggiungere il museo nazionale.
Infine, fuori programma per Giuliano Amato a Madrid: doveva parlare all’Istituto di cultura italiana ma è stato sorpreso dalla contestazione degli studenti dell’Onda anomala europea.
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