L'Istat non ha i soldi per i censimenti. Chiudono altre sette banche Usa

A rischio i prossimi censimenti generali: l’allarme arriva dall’Istat, l’ente pubblico di statistica nazionale. Il problema è che il governo non ha approvato i finanziamenti necessari. In una nota, il Consiglio dell’Istat esprime oggi «forte preoccupazione per il ritardo nell’approvazione della legge italiana di indizione e finanziamento dei censimenti che mette a rischio la loro realizzazione nei tempi e nei modi previsti». I regolamenti Ue e la normativa italiana – ricorda l’istituto – impongono che nel biennio 2010-11 debbano essere realizzati «il quindicesimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni e il sesto censimento dell’agricoltura, oltre al nono censimento generale dell’industria e dei servizi e il secondo censimento delle istituzioni non profit».
Scrive sempre l’Istat: «L’utilità di avere dati censuari è nota: attraverso la conoscenza della struttura demografica, economica e sociale del paese e, soprattutto, delle sue articolazioni territoriali a livello molto dettagliato di area e sezione comunale di censimento, è possibile disegnare le politiche di intervento economico-sociali e di programmazione territoriale sia a livello nazionale che a livello locale». Soprattutto in tempo di crisi.

La Fdic, l’autorità Usa di controllo delle banche, ha annunciato ieri sera di aver deciso la chiusura per insolvenza di altri sette istituti di credito statunitensi di piccole dimensioni, pesantemente coinvolti in investimenti in obbligazioni cartolarizzate. Il totale della banche chiuse dall’inizio dell’anno negli Usa per fallimento sale così a 52, dodici delle quali con sede nell’Illinois. Dei sette istituti chiusi ieri, sei appartenevano ad un’unica famiglia: secondo un sito web dell’Illinois appartenevano al gruppo privato Campbell. La più grande delle sette banche è la Founders Bank, dell’Illinois, con attività per 962,5 milioni di dollari di cui 848,9 milioni in depositi. La PrivateBank and Trust di Chicago assumerà tutti i depositi della Founders Bank.

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