Ventuno arresti per intimidire l'Onda

Sono quasi tutti studenti, giovanissimi e incensurati, i destinatati dei provvedimenti di custodia cautelare che a Torino, Padova, Bologna e L'Aquila hanno colpito esponenti del movimento dell'Onda che aveva manifestato lo scorso 16 maggio a Torino contro il G8 dell'università. Proteste in tutta Italia.

Decine di perquisizioni in tutta italia e arresti a Torino, Padova, Bologna e L’Aquila: l’operazione di polizia che sembra pensata apposta per intimidire le mobilitazioni contro il vertice G8 a L’Aquila è cominciata stamattina con l’esecuzione di 21 arresti nei confronti dei partecipanti alla manifestazione che si era tenuta lo scorso 16 maggio a Torino in occasione del G8 dell’Università.
Dopo un grande e partecipato corteo nazionale dell’Onda contro il vertice dei rettori dei paesi del G8, la polizia aveva cercato di impedire che la contestazione arrivasse fino al Politecnico, sede del summit. Ne seguirono incidenti a corso Marconi, qualche fumogeno e gli scudi da parte dell’Onda e lacrimogeni e manganellate dalla parte della polizia. Due ragazzi furono arrestati nell’immediatezza degli scontri. Adesso, con una tempistica sospetta, arrivano le misure cautelari. Dodici degli arresti [6 si trovano in carcere e 6 agli arresti domiciliari] sono avvenuti a Torino, dove è stato anche perquisito il centro sociale Askatasuna. Alri quattro sono studenti universitari all’ateneo di Bologna. Nei loro confronti sono state eseguite anche perquisizioni durante le quali gli agenti hanno sequestrato alcuni indumenti, ripresi dalle telecamere, che sarebbero stati indossati dagli studenti durante la manifestazione. A Padova sono state arrestate due persone ed è stata perquisita la festa di Radio Sherwood, grande kermesse culturale e musicale che anima la città nelle settimane estive che era già stata colpita da un’intimidazione poliziesca. Uno studente napoletano è stato fermato a L’Aquila, dove aveva partecipato alla fiaccoltaa di questa notte iin solidarietà alla popolazione delle tendopoli, ed è stato portato al carcere di Sulmona. La maggior parte degli studenti arrestati sono poco più che ventenni e molti di essi risultano incensurati. Le misure sono state emesse a seguito delle indagini condotte dalla Digos e dalla polizia di Torino coordinate dalla direzione contrale della polizia di prevenzione, i reati contestati: l dispositivo proviene dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino e i reati contestati sono lesioni personali e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
Immediata la solidarietà da aprte degli studenti dell’Onda in tutt’Italia. A Venezia è stato occupato il rettorato. Il rettore di Ca’ Foscari Pier Francesco Ghetti ha immediatamente ricevuto gli studenti e ha espresso la «piena solidarietà» nei confronti degli arrestati, sottolineando che «il movimento dell’Onda è stato esemplare sia dal punto di vista dell’analisi politica, sia dal punto di vista della contestazione». A Roma, deucento studenti hanno occupato il rettorato e ottenuto un incontro col prorettore Francesco Avallone, ricenvendo la visita di solidarietà del professore Alberto Asor Rosa e di numerosi ricercatori e attivisti dei movimenti. Anche a Bologna gli studenti hanno occupato il rettorato chiedendo la liberazione di tutti gli arrestati. A Torino, nel corso di una conferenza stamopa, gli studenti hanno denunciato: «Il mandante di questa operazione è evidentemente il ministro Maroni che, oltre a reprimere il dissenso, compie un’operazione preventiva in vista dell’imminente G8 dell’Aquila. La prevedibilità di quest’operazione non ci ha certamente colto di sorpresa: le pratiche repressive utilizzate da governo, magistratura e polizia si ripetono, ma non riusciranno certamente ad ingabbiare il movimento». A Napoli gli studenti si sono incontrati alle 14 Palazzo Cornigliano. A Padova, dopo una conferenza stampa stamattina, è previsto un presidio alle 17 davanti alla Prefettura. A Cosebza sit-in all’università alle 16. Alle 21, a Bologna, è convocata una assemblea cittadina nella facoltà di lettere di via Zamboni 38.

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