Ridotto il canone regionale per l’estrazione e l’imbottigliamento delle acque minerali in Veneto, che scenderà, per il prossimo anno da 3 a 1,5 euro al metro cubo, ma fatta chiarezza sul fatto che le aziende dovranno pagare, per il 2007, il canone deciso in finanziaria di 3 euro al metro cubo, malgrado le autoriduzioni compiute dai produttori nel corso di quest’anno e i tentativi della lobby dei produttori di rendere nullo l’aumento. Un giudizio in chiaroscuro quello dei consiglieri regionali della sinistra veneta – Nicola Atalmi, Pierangelo Pettenò e Gianfranco Bettin – sulla decisione finale della commissione attività produttive del consiglio regionale di ieri in tema di canoni per le acqua minerali.
L’aumento del canone deciso nella Finanziaria dello scorso anno ebbe eco a livello nazionale sia perché si trattava del canone più alto applicato dalle regioni, sia perché in Veneto si estrae un quinto dell’acqua commercializzata a livello nazionale. La sinistra veneta promette battaglia con la presentazione in aula di emendamenti migliorativi al testo. L’obiettivo è quello di passare dalla tassazione sull’imbottigliato a quella sull’acqua effettivamente emunta dalla falda, vincolare gli introiti al risanamento idrogeologico ed impegnare la Regione ad attivare un programma di sensibilizzazione per il risparmio della risorsa acqua.






