Mentre giovedì 14 a Palermo sarà ufficializzata la nascita del Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico, un nuovo attacco all’acqua pubblica arriva dalle colonne del Corriere della Sera. «Si è rilevata la presenza di un caso su 4 di contaminazione fecale probabilmente per una scarsa manutenzione delle tubature o dei serbatoi privati. In questi casi il ‘carico’ di cloro si rivela insufficiente per una completa disinfestazione delle acque», dichiara in un’intervista Massimiliano Imperato, docente di Idrologia e Idrogeologia e coordinatore dello studio effettuato dall’Universita’ Federico II di Napoli che ha analizzato la qualità delle acque dei rubinetti in 50 città di 17 regioni. I cittadini devono pretendere controlli più assidui «almeno 4 controlli annui, e non uno solo come prevede la normativa», spiega ancora Imperato. Ma c’è chi come Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua, associazione imprenditoriale che riunisce i produttori di acqua minerale italiani, incita a bere l’acqua in bottiglia poiché, spiega – «provengono da un giacimento protetto e incontaminato, sono batteriologicamente pure all’origine»
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