Colpi di pistola contro il ristorante del sindaco di Riace

Nella Locride, una delle più inquinate d’Italia per la violenza della 'ndrangheta, c'è un piccolo borgo esempio per tutta la Regione, diventando perfino spunto di una proposta legge regionale per l'accoglienza dei migranti presentata lo scorso 11 marzo. ma colpi di pistola esplodono contro il ristorante del sindaco Domenico Lucano

Adesso è un paese tutto giallo, fiorito, si fa fatica a mettere insieme il contrasto del mare con quello delle colline. Il paese è Riace. Si fa fatica soprattutto a mettere insieme il contrasto fra quella zona, la Locride, una delle più inquinate d’Italia per la violenza della ‘ndrangheta, con un piccolo borgo che è stato capace di dare un indirizzo a tutta la regione sull’accoglienza, la solidarietà, diventando perfino spunto di una proposta legge regionale, presentata mercoledì 11 marzo a Cosenza. Un modello per una economia che metta al centro gli immigrati vissuti come risorsa e non come una punizione. Domenico Lucano sindaco non è più solo, adesso altri comuni lo hanno seguito, il comune di Caulonia e quello di Stignano, insieme costituiscono una fatto nuovo eccezionale, e sono seguiti da una rete di comuni, da amministratori di tutta Italia che ne seguono e sostengono l’impegno. Tutti i media ne stanno parlando. Quel triangolo di terra sta diventando sempre di più un simbolo di resistenza e riscatto contro quell’altra faccia della medaglia che presenta boss arrestati in paesi a pochi chilometri di distanza. Ogni tanto arriva la notizia: “Scovato un covo, trovato un capo che aveva partecipato alla strage di Duisburg” (ma quanti erano?. Altra notizia del 16 marzo questa volta riguarda le grandi opere. Venti ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. “Gli arrestati sarebbero componenti della ‘ndrangheta responsabili anche a vario titolo di detenzione e porto illegale di armi da guerra, tentato omicidio, estorsione. Durante le indagini gli investigatori hanno sequestrato somme di denaro per un totale di 10milioni di euro. Le indagini hanno potuto accertare che questa costola della ’ndrangheta legata alle famiglie Nicoscia e Arena, era riuscita ad inserirsi anche nella gestione degli appalti legati alla Tav”. Tutto si tiene tutto torna. Il magistrato Nicola Gratteri nel libro Fratelli di sangue, aveva segnalato con dovizia di particolari la presenza delle diverse famiglie in alcune regioni., “Quella di Reggio Calabria, non è solo la provincia dove operano le cosche più potenti, ma anche quella più permeabile alla ’ndrangheta: diciannove consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose dal 1991 al 2005. Dal 2000 al 2004 ben trecentoventitre atti di intimidazione ad amministratori locali”.
A Riace a giugno si vota, facile immaginare una campagna elettorale non propriamente basata sui coriandoli, confetti e buoni sentimenti. Domenico (sindaco pro tempore come si è sempre presentato) ha fatto troppo, si è esposto troppo, ha rotto un meccanismo che sembrava impenetrabile. Non ci si può stupire se arrivano provocazioni, momenti di tensione. Probabilmente è successo nella notte, due spari contro la porta del ristorante gestito dall’associazione Città Futura, il cuore del borgo, un simbolo per tutte le persone che sono state a Riace, come osservatori, come turisti, come amici, come giornalisti.
"Con questo gesto – ha detto Lucano – penso mi abbiano voluto dire di farmi da parte dopo cinque anni alla guida del Comune. Sono dei vigliacchi, ce l’hanno nel Dna". “In questi anni – ha aggiunto abbiamo affrontato i temi della legalità, modificando anche lo Statuto comunale per costituirci parte civile nei processi contro la criminalità organizzata”.
Riace è scomoda. Da qualche giorno poi, perfino la presidenza della Regione ha elevato questa esperienza all’onore nelle cronache come esempio da seguire. L’obiettivo che adesso si propone la Calabria è “mettere a sistema” il modello Riace, dare cioè impulso alla realizzazione su tutto il territorio regionale di interventi diretti all’accoglienza e all’integrazione per arrivare a definire un vero e proprio sistema regionale integrato di accoglienza. E’ chiaro che questi sono progetti forti che disturbano. E’ chiaro che bisogna fare di tutto per sostenere questa esperienza. Non è un caso che verrà riproposto un convegno per tutti quegli operatori che gestiscono progetti Sprar, dal 22 al 24 maggio. Nello stesso periodo sarà possibile partecipare alla prima edizione del festival di Riace www.riaceinfestival.it A –Accoglienza.

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