Non c’è niente di più rassicurante di veder navigare la vecchia balena bianca nell’acqua nella quale nuota meglio: la scuola. Viene voglia di citare l’Aquilone di Pascoli: «C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi di antico». L’aquilone è il ministro dell’istruzione, Fioroni e quella cosa nuova, anzi antica, è la sua idea di scuola.
A non poterne più e ad accusare Fioroni di eccessiva generosità nei confronti delle scuole private religiose non sono solo i trecentomila studenti che hanno manifestato oggi in 39 città italiane. Non sono solo quelle associazioni che da anni si battono in favore della scuola pubblica ma è anche il segretario della Flc Cgil Enrico Panini che parla di «cemento armato» che il ministro starebbe usando «per rafforzare quell’idea di scuola paritaria già delineata a suo tempo dalla Moratti».
Ecco alcuni esempi della solerzia di Fioroni: con la finanziaria sono stati reintrodotti 100 milioni di euro per le scuole paritarie, prioritariamente quelle senza fini di lucro. L’articolo 13 della legge 40 estende alle paritarie la detraibilità a fini fiscali. Viene estesa alle scuole dell’infanzia paritarie la possibilità di beneficiare dei contributi previsti per le classi «primavera» e di accedere ai fondi della legge 440/98. Sono riconfermati i regolamenti Moratti sulle paritarie e nel dl «disposizioni urgenti per garantire l’ordinario avvio dell’anno scolastico» varato dal consiglio dei ministri il 5 settembre vengono introdotte ulteriori innovazioni per le private.
Infine, il comma 627 dell’art. 1 della finanziaria include anche le scuole paritarie nella attribuzione di risorse aggiuntive per «l’ampliamento dell’offerta formativa e la piena utilizzazione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche».
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