Dal coordinamento nazionale degli studenti francesi, che si è riunito questo fine settimana, viene l’appello per una giornata nazionale di azioni di blocco nelle stazioni martedì 13 novembre. Ma anche a manifestare insieme ai ferrovieri il 14 o 15 novembre, a seconda delle città. Ancora, a mobilitarsi massicciamente il 20 novembre con l’impiego pubblico. Oltre all’invito, rivolto ai dipendenti del pubblico e del privato, a partecipare al movimento. L’Unef, principale sindacato studentesco, ha chiamato a non seguire l’appello al blocco delle stazioni. Dal canto suo Dider Le Reste, segretario generale della Cgt-ferrovieri ha «messo in guardia» oggi gli studenti che il blocco delle stazioni comporta «un rischio di scivolamento a livello della sicurezza».
Sono ormai più di 25 le università che scioperano contro la legge sull’«autonomia» e 15 hanno votato il blocco totale degli atenei. Questa settimana sono previste assemblee in quasi tutte le 84 università francesi. Questa mattina all’università Parigi X-Nanterre, dove più di mille studenti sono riuniti in assemblea, sono scoppiati tafferugli tra manifestanti e polizia. A Lione, Grenoble e Rennes sono in corso assemblee generali.
Secondo il Coordinamento, «la Lru va verso la privatizzazione delle università, aumenta il peso delle aziende e del settore privato». L’unica via per veder soddisfate le rivendicazioni è l’instaurazione di «un rapporto di forza».
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