Si apre oggi il secondo Internet governance forum a Rio De Janerio in Brasile. Il forum che segue quello che si è tenuto l’anno scorso ad Atene, durerà una settimana ed è promosso dall’Onu con l’obiettivo, preso al Summit Mondiale sulla Società dell’Informazione di Tunisi nel 2005, di discutere una serie di problematiche collegate al governo delle reti telematiche all’interno di meeting multilaterali a cui parteciperanno governi, imprese e società civile. Mentre stanno arrivando le ultime, Amnesty International in una nota denuncia «l’aumento su scala mondiale delle restrizioni alla libertà di espressione on line», chiedendo ai governi standard comuni sulle violazioni dei diritti e in particolare «di porre fine alla repressione on line, abrogare le legislazioni restrittive e rilasciare tutti i prigionieri condannati per l’espressione delle proprie opinioni tramite Internet» e alle aziende «di usare tutti i mezzi tecnici, politici e legali, a livello locale e internazionale, per evitare che diventino complici dei governi».
«Due anni dopo l’accordo raggiunto a Tunisi sui principi che dovrebbero governare Internet – ricorda Amnesty – sempre più paesi filtrano i contenuti delle pagine web, intimidiscono e arrestano i cyberdissidenti». Tra questi la Cina dove «sono in prigione almeno 60 ‘cyberdissidenti’, tra cui Shi Tao, Wang Xiaoning, Li Zhi e Jiang Lijun, condannati per aver pubblicato on line denunce e commenti politici». Tutti i lavori si possono seguire sul sito http://www.igfbrazil2007.br






