Liberté, égalité, peer-to-peer

Chip&Salsa - Il Manifesto

Se scarichi, ti stacco. Non è l’ultimo junk-film hollywoodiano, ma il nuovo corso inaugurato da Sarkozy contro i pirati della rete che si scambiano musica, film e programmi nelle reti peer-to-peer in Francia. Il provvedimento, proposto dalla commissione Olivennes, è stato inserito nell’accordo firmato il 24 novembre tra i ministri della Cultura, della Giustizia e dell’Economia, il maggiore fornitore di accessi internet del paese e 42 rappresentanti del mondo della musica, del cinema e della tv. Tecnicamente istituirà una «Autorità pubblica specializzata» controllata dalla magistratura, per monitorare e ricevere denunce, alle quali seguirà dall’invio di e-mail dissuasive fino alla sospensione degli abbonamenti internet dei presunti pirati. Se per Sarkozy si tratta di un tentativo di dare vita a «un’internet civilizzata», dubbi sulle garanzie democratiche dei controlli sono stati espressi da Que Choisir dell’associazione consumatori UFC, dall’opposizione socialista e perfino da alcuni deputati dell’UMP, il partito del presidente. E se per John Kennedy, capo della Federazione Internazionale dei Produttori Discografici, «questa è l’iniziativa più importante mai presa per vincere la guerra contro la pirateria online», a molti commentatori in rete non è sfuggito un conflitto d’interessi: Denis Olivennes, messo a capo della commissione governativa da Sarkozy, è anche il presidente di FNAC, multinazionale per la vendita di libri, musica e dvd. Il testo prevede tra 6 mesi una prima verifica dell’efficacia delle norme, tra le quali rischia però di finire imbrigliato anche il principio della neutralità della rete e delle libertà individuali garantite fuori da essa, che tante discussioni hanno animato negli Usa e al recente Internet Governance Forum di Rio. Temi rispetto ai quali la concessione di togliere i lucchetti digitali anticopia dalle proprie opere, fornita in cambio dai produttori, sembra davvero poca cosa.

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