«Siamo almeno in 300 mila», dicono i ragazzi dell’Onda. La prima manifestazione è iniziata dall’Università La Sapienza e a Piazza Esedra sono «entrati» gli studenti liceali. Quindi in via dei Fori Imperiali un ulteriore «arricchimento» del corteo con gli studenti di Roma Tre, che erano partiti da via OStiense. La grande mareggiata si è poi diretta verso largo di Torre Argentina, ma una parte consistente del corteo degli studenti universitari di tutti gli atenei del paese, si è diviso dal troncone principale che è giunto a Largo di Torre Argentina e ha raggiunto Montecitorio, scandendo slogan contro il governo Berlusconi: «Noi la crisi non la paghiamo» e «Se ci toccano il futuro noi blocchiamo la città», oltre a «Siamo tutti antifascisti» e «Noi non abbiamo paura». E’ stata la dimostrazione lampante che le campagne mediatiche, i mazzieri e le intimidazioni non sono riusciti a fermare questo grande movimento, postideologico ma non qualunquista, perché nelle forme di vita prima che nell’appartenenza ideologica chi traffica con la conoscenza è abituato al confronto, alla condivisione, alla cooperazione. Colpisce infatti, oltre alla fisiologica e sana contrapposizione col governo dei tagli e della dismissione dell’università pubblica, la capacità di questi ragazzi di organizzarsi ridefinendo continuamente i codici di comunicazione e le modalità di decisione. Dentro una marea spontanea e a volte caotica, si è data prova ancora una volta di intelligenza collettiva e organizzazione orizzontale. Una potenza, è stato detto a più riprese, irrappresentabile da parte della politica. Da domani fino a domenica, inoltre, nella Sapienza occupata che a partire questa sera ospiterà centinaia di studenti e ricercatori da tutto il paese, si terrà l’assemblea nazionale del movimento. «Sarà un’occasione di discussione importante per tutte le facoltà e gli atenei in mobilitazione, non solo per intensificare la critica rispetto alla legge 133 e ai futuri sviluppi delle politiche di governo, ma soprattutto per concepire una prima discussione che si ponga come obiettivo quello di garantire l’estensione e la durata di questo movimento – spiegano dalla Sapienza occupata – Progetto solo in apparenza ambizioso, se si considera che le condizioni per dare una dimensione di complessività e di continuità a questa protesta già si stanno affermando: questo movimento, infatti, nel contestare delle riforme specifiche, già rivolge una critica più ampia a tutto il sistema della formazione e del lavoro. Nel corso di questa mobilitazione, infatti, ogni giorno già poniamo in essere un modo radicalmente differente di attraversare e vivere le nostre università, di creare saperi, di condividere conoscenze e relazioni, di costruire e ripensare alla radice il concetto di pubblico». L’assemblea servirà anche a decidere i modi e le forme dell’adesione dell’Onda allo sciopero generale della Cgil del 12 dicembre prossimo.
Parallelamente si è svolto il corteo dei lavoratori dell’Università e della ricerca promosso da Cgil e Uil. 100 mila i presenti secondo gli organizzatori. Polemico il leader Cgil Epifani sullo strappo della Cisl: «Quella di oggi è una grande manifestazione: chi non c’è sbaglia». Secondo Epifani, ogni volta che provano a isolare il sindacato «Gli va male: però persistono – ha aggiunto – e perseverare è diabolico». «Noi chiediamo una vera riforma dell’università e della ricerca e non vogliamo difendere quello che c’è ma non si può pensare di contrabbandare per riforma una politica di soli tagli, che lascerebbe intatti privilegi e storture con una vera riforma». A Bonanni e Angeletti Epifani sta preparando delle lettere: «Chi dice le bugie ha le gambe corte», ha concluso il segretario della Cgil. Cortei studenteschi anche in altre città italiane: migliaia di persone hanno sfilato a Bari, Messina e a Palermo.






