L’onda studentesca non si ferma. Ancora oggi sit-in davanti alle scuole, cortei, assemblee, lezioni in piazza e si prepara la manifestazione generale di tutta l’università contro la legge 133 prevista a Roma per il 14 novembre e quella del prossimo venerdì in molte città.
Questa mattina a Bagnoli [Napoli] gli studenti dell’istituto nautico ha occupato un binario nella stazione di Napoli Campi Flegrei per protestare contro la riforma Gelmini.
Anche un’altra stazione sarà occupata ma da una maratona di due giorni di lezioni promossa da Lettere nella stazione centrale di Palermo che inizia domani dalle 11 con una lezione in piazza Bellini sul tema «Sindacato e lotta sindacale nella costituzione materiale». Oggi la città è stata attraversata da un corteo di fantasmi, una protesta provocatoria del coordinamento «Figli di nessuno» per chiedere la tutela del diritto allo studio, il taglio degli sprechi senza aumentare le tasse, la fine «dello scandalo di parentopoli nella spartizione delle cattedre». I lenzuoli bianchi sono scesi in corteo fino all’anfiteatro di economia per un’assemblea pubblica. Per simboleggiare, dicono, «quei diritti ancora non materializzati nell’ateneo palermitano»: il diritto di studiare in strutture adeguate, il diritto all’accesso alla carriera universitaria per merito e non per raccomandazione, il diritto ad una didattica di qualità. Ad aprire la manifestazione uno striscione: «La crisi devono pagarla i baroni».
Anche a Milano lezioni in stazione Centrale. Questa mattina alcuni studenti universitari hanno partecipato alla lezione su «Il sondaggio come mezzo di formazione dell’opinione pubblica» a cui hanno assistito anche molti passanti.
Sempre in mattinata, alcuni universitari de La Sapienza intorno alle 13, hanno attraversato l’aeroporto di Fiumicino [Roma] scandendo slogan e distribuendo volantini tra i passeggeri e gli operatori aeroportuali, al coro di «Noi la crisi non la paghiamo», uno slogan – spiegano – «indice di un sentimento diffuso che rigetta l’idea per cui siano sempre gli studenti, i precari, i lavoratori, i migranti, le donne a dover fronteggiare i danni prodotti altrove». «Segreterie efficienti», «Meritocrazia», «Aule decenti», «Diritto allo studio» tra i tanti cartelli appesi al collo dei fantasmi. C’era anche un pupazzo di carta e la scritta: «Non siamo i pupazzi dei baroni».
Proprio a Fiumicino le insegnanti della scuola d’infanzia del Comune sono in presidio permanente davanti alla sede comunale di via Portuense 2498 e lì si ritroveranno tutti i giorni davanti dalle 9 alle 12 e dalle 13.30 alle 16, per protestare protestano contro la prospettiva di privatizzazione delineata dalla Giunta, che «dopo aver affidato ai privati la gestione dei mezzi di trasporto scolastico nel Comune ora vuole esternalizzare completamente il servizio. Alle maestre, precarie da anni (alcune anche da 10 o 15), vengono lasciate due alternative: andare con i privati e perdere così un 20/30 per cento dello stipendio che attualmente si aggira tra gli 800/900 euro, oppure aspettare che la ‘lotteria’ delle sostituzioni di insegnanti che si ammalano gravemente o vanno in maternità premi qualcuna», si legge in un comunicato della Rdb-Cub.
E a Roma domenica 9 novembre, a Villa Pamphili, dalle 11 alle 13 un gruppo di professori del liceo classico Montale terrà alcune lezioni sull’importanza della scuola pubblica italiana e «sulle gravi conseguenze dei tagli».
A Perugia in sette scuole superiori si sono tenute assemblee ed occupazioni, mentre altre sono previste domani, con dibattiti e proiezioni di film, in vista della manifestazione più ampia di venerdì. Lezioni in piazza per gli universitari. A Siena dalle undici di ieri mattina si sta tenendo una lezione-maratona, che durerà fino al tardo pomeriggio. A Bologna domani dalle 16,30 ci sarà un incontro incontro di autoformazione su «Sicurezza, precarietà, diritti» a cura del laboratorio di autoformazione di Lettere. A Cosenza il comitato di lotta dell’Unical «raccoglie l’invito dell’Università la Sapienza di Roma e promuove per il giorno 7 novembre una manifestazione con concentramento alle 10 in piazza Zumbini».
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