Scuola, la Corte dice no ai tagli nei piccoli comuni

No al dimensionamento delle scuole nei piccoli comuni. Una sentenza della Corte Costituzionale, da ragione al ricorso presentato da otto Regioni, tra cui il Lazio, contro il Dl convertito poi nella legge 133 (la cosiddetta manovra finanziaria del Governo). La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di quei commi che prevedevano che i nuovi criteri del dimensionamento (erroneamente definito nella legge ridimensionamento) della rete scolastica, ma anche le chiusure o gli accorpamenti degli istituti nei piccoli Comuni, potessero avvenire con un semplice regolamento ministeriale."La norma impugnata dalle Regioni – riconosce la Corte – viola la potestà legislativa in materia delle Regioni, perchè affida ad un regolamento del Ministero ciò che invece deve essere oggetto di disciplina regionale”. Infatti, le scelte e la a programmazione dell’offerta scolastica, sono di competenza delle singole Regioni, in collaborazione con gli enti locali. “Alla luce di questa sentenza – dice l’assessore regionale alla Scuola Silvia Costa – auspico un confronto con il ministro Gelmini che renda effettivo l’esercizio delle competenze regionali”.

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