Iniziative e cortei dei precari in tutta Italia

Riaprono le scuole di quasi tutta Italia. Da Milano a Palermo, al via una stagione di proteste e inziative contro la scure della riforma Gelmini

Sono circa 8 milioni gli studenti che sono tornati oggi sui banchi di scuola di quasi tutta Italia. Un terzo di loro, secondo la rivista Tuttoscuola, avrà nuovi professori: quasi 200 mila gli insegnanti che cambieranno sede quest’anno; 70 mila per scelta, gli altri perché precari.
Un inizio contrassegnato dalle manifestazioni contro l’annullamento di 42 mila posti di docenti e 15 mila di personale Ata e contro i cosiddetti «contratti di disponibilità» approvati nei giorni scorsi all’interno del decreto Ronchi.
Un palliativo, sostengono i precari, che prevede un sostegno economico per un massimo di 12 mesi, e di cui non tutti potranno beneficiare: «col contratto di disponibilità verrebbero esclusi coloro che hanno lavorato per l’intero anno scolastico con incarichi di dirigenti scolastici [anziché con l’assegnazione annuale come previsto dal provvedimento] – commenta un comunicato del coordinamento – e tutti quelli che hanno maturato un anno di servizio cumulando più periodi in diverse scuole o per vari insegnamenti. Quello che il governo ha deciso non è altro che un sostegno al reddito, già in parte disponibile, a carico dell’Inps, noto come disoccupazione ordinaria». Una norma che non interviene, invece, su questioni nodali come i tagli indiscriminati alla scuola pubblica, e l’edilizia scolastica.

A Roma, circa un centinaio di insegnanti stanno protestando da questa mattina in piazza San Marco, con un’azione che proseguirà per i prossimi due giorni. «La nostra – ha detto Rino Di Meglio, coordinatore nazionale di Gilda insegnanti – non è solo una posizione di protesta ma anche di proposta. Al governo abbiamo infatti proposto di affrontare questa situazione come una vera e propria emergenza sociale e quindi reagire in maniera analoga come si è fatto per Alitalia e per le Ferrovie dello Stato, con un prepensionamento che dia un buono a chi decide di andare in pensione anticipata lasciando posti liberi di lavoro. In questa maniera non ci sarebbe un aggravio di spesa per lo Stato».
Sempre a Roma, un sit-in di fronte al Ministero della pubblica istruzione vede gli studenti dell’Onda partecipare con entusiasmo all’assalto sonoro organizzato dai Giovani comunisti del Prc, dalla Fgci del Pdci e Cobas: «questa mattina siamo partiti – spiega Enrico Bernocchi dell’esecutivo Cobas – con alcune iniziative davanti alle scuole elementari, dove abbiamo organizzato presidi e volantinaggio. Alcuni insegnanti sono entrati a scuola con i vestiti tagliuzzati a simboleggiare i tagli della Gelmini». La protesta, iniziata sui tetti del provveditorato dal Coordinamento precari lo scorso lunedì, andrà avanti fino al prossimo 3 ottobre.

A Milano, gli insegnanti precari del coordinamento «3 ottobre» hanno manifestato di fronte al liceo classico Parini, mentre Cisl Scuola e Flc-Cgil hanno annunciato presidi in tutte le realtà provinciali, a cominciare dagli uffici della Direzione scolastica, mentre prosegue il «presidio permanente» degli studenti delle scuole civiche serali in piazza XXV Aprile.
Proteste anche a Napoli, dove un gruppo di precari dei Cobas scuola Napoli e del Collettivo precari scuola Napoli, sta protestando da questa mattina in piazza del Gesù, contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini.

E se a Isernia l’anno scolastico è iniziato tra le aule semideserte, per la decisione del Comitato di genitori di non mandare i figli a scuola, per protestare contro edifici inagibili e doppi turni, sono invece circa 4mila, fra insegnanti e ausiliari, i precari della scuola siciliana che hanno manifestato questa mattina in corteo a Palermo per chiedere la modifica della legge che, in Sicilia, taglia di fatto, quest’anno oltre 7 mila posti di lavoro. Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana, chiama i causa anche la responsabilità di enti locali e degli uffici scolastici regionali e provinciali.
E proprio di fronte all’Ufficio scolastico regionale, il nodo bolognese del coordinamento precari scuola darà inizio alle 17 al sit-in «Picchetti gentili», un’iniziativa che proseguirà durante tutto l’anno.

Al grido di «Diamogli una lezione!» l’Unione degli studenti lancia una mobilitazione studentesca nazionale in tutte le città italiane per il prossimo 9 ottobre, che proseguirà poi a Roma nelle giornate del 10 e 11. L’UdS avanza 15 richieste precise al Governo, che vanno dal ritiro dei tagli alla scuola, alla richiesta di portare l’incidenza della spesa per la formazione sul Pil ai livelli europei, alla copertura finanziaria totale dei corsi di recupero, individuando anche le voci di spesa da cui recuperare utili finanziamenti, come le spese militari e l’acquisto dei software proprietari per i computer della rete scolastica [di cui chiedono la conversione nel sistema gratuito Linux].

Tags assegnati a questo articolo: scuola, Gelmini

Mail_long