Hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame Maria, Giulio, Omero e Giorgio, i quattro contadini che dallo scorso 2 ottobre hanno messo a rischio la loro vita per difendere la terra messa all’asta. Hanno scioperato fino ad oggi nella sala del Consiglio comunale di Decimoputzu, un piccolo paese del Cagliaritano, messa a disposizione dal Comune.
È stato un gesto estremo il loro «che avvia una serie di azioni di lotta e di mobilitazione che continueranno fino a quando non avverrà il blocco delle vendite – hanno spiegato–e non si aprirà un percorso di soluzione ad una situazione insostenibile per decine di migliaia di contadini, pastori e braccianti sardi. Facciamo appello alla solidarietà ed al coinvolgimento del movimento e dei cittadini».
Ma loro non si arrendono, anzi, anche se sono provati fisicamente hanno pattuito un cambio della guardia, con altri quattro contadini che prenderanno il loro posto mentre molti altri hanno deciso di far sentire la loro voce in tutta l’Italia.
Da domani infatti, come loro stessi hanno annunciato oggi in una conferenza stampa proprio a Decimoputzu, Roma sarà protagonista di una manifestazione non esclusivamente sarda. La mobilitazione, non solo contadina, è partita in molte regioni «continentali», con un unico scopo: quello di testimoniare la solidarietà alla lotta sarda e salvare le terre e le aziende. A Roma giovedì 11 ottobre ci sarà invece il presidente della regione Sardegna, Renato Soru che incontrerà il ministro per le politiche agricole Paolo De Castro. «Ma a quando un incontro con il Comitato di lotta dei contadini e dei pastori che hanno ricevuto l’avviso di esproprio?», chiedono i contadini.
La lotta si è estesa sul web. Tantissime email ma anche telefonate, e messaggi che hanno scoperchiato quella che è una vera e propria crisi delle aziende agricole italiane.
Cristina che dalla Toscana, ad esempio, attraverso la posta elettronica chiede di rendere pubblici i nomi degli «sciacalli che le comprano all’asta» le terre dei contadini. E c’è anche Gianni, contadino biologico, che propone di costituire con l’azionariato popolare, una grande campagna per raccogliere fondi e ricomprare le terre vendute all’asta per affidarle nuovamente al lavoro dei contadini. E poi anche Lidia che scrive: «Immagino per un attimo di affacciarmi alla finestra e scoprire che tutta la vallata intorno a me, gli uliveti, i campi e gli orti, siano diventati improvvisamente di ‘proprietà’ di una multinazionale e invece di un prodotto sano ne escano merendine confezionate o patatine fritte in carta stagnola colorata».
Tra le 5 mila e le 7 mila aziende agricole sarde soffocate dai debiti stanno infatti per essere vendute all’asta. Venerdì 5 ottobre è toccato alla prima, quella della famiglia Murroccu. Il battitore ha venduto le terre della famiglia, che si trovano a Masainas vicino al mare per soli 13 mila euro, quando il valore di mercato supera i100 mila euro.
Come un boomerang la Legge regionale 44 del 1988 dal titolo «Costituzione del fondo regionale di garanzia per l’agricoltura e provvidenze per l’agricoltura» si sta ritorcendo contro chi doveva proteggere e aiutare. La legge, che istituisce un regime di aiuti per le aziende agricole in difficoltà, è stata impugnata dalla Commissione Europea che ha dichiarato illegali gli aiuti concessi dalla regione alle aziende agricole con l’accusa precisa di «prefigurare un quadro di aiuti illegali che danneggia gli altri colleghi comunitari e quindi lede i principi della libera concorrenza». Per questo motivo l’Italia è ora costretta a recuperare dagli stessi contadini il denaro stanziato.
È di pochi giorni fa infine la dichiarazione rassicurante del sottosegretario alle politiche agricole Stefano Boco che individua nella crisi sarda la più grande crisi dell’agricoltura italiana e ritiene necessario la convocazione di un tavolo dove individuare «misure urgenti e pianificare soluzioni efficaci».
Per aiutare i contadini si può inviare una lettera al presidente della Regione che appoggia le richieste del Comitato. Il testo della lettera è disponibile sul sito del Soccorso Contadino www.soccorsocontadino.eu. I messaggi di solidarietà ai contadini in lotta si possono invece inviare a sardegna@altragricoltura.net
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